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giovedì 14 ottobre 2010

Meglio tardi che mai

Ieri me lo chiedevo io. Oggi scopro che è da martedi che il marito della vittima si interroga sul perché l'aggressore della moglie fosse a casa. E ieri, finalmente, è arrivata la decisione della Procura di Roma: farà appello contro la decisione del Gip di concedere al "ventenne romano" (che finalmente ha un nome e un cognome: Alessio Burtone) gli arresti domiciliari. Sono curioso di vedere se anche a lui, come a Doina Matei, daranno - in caso di danni permanenti alla vittima, tuttora in coma - i 12 anni paventati dal suo stesso avvocato difensore.