Notizie

Loading...

sabato 23 ottobre 2010

No perditempo e no Stranieri

Torino è una città razzista? La Stampa

«A parte che la madre degli stupidi è sempre incinta, io chiedo alle autorità competenti che si indaghi. C’è un numero di cellulare in fondo a quel volantino. Bisogna andare sino in fondo perché quello non è lo spirito e l’anima della comunità torinese. La nostra città non ha ancora dimenticato i cartelli con su scritto “Non si affitta ai meridionali” e tanto meno oggi accetta quelli in cui si spiega che non si dà lavoro agli stranieri». E’ livido il sindaco Chiamparino quando alle undici di ieri nella Sala Gialla del Lingotto decide «di chiedere scusa a nome della città per quell’ignobile volantino di cui parlano oggi i giornali». Lo fa davanti ad una platea fitta di telecamere e autorità. In prima fila c’è il questore, il prefetto e il comandante provinciale dei carabinieri. E il primo cittadino chiede aiuto proprio a loro per dare un seguito alla denuncia apparsa due giorni fa su «La Stampa»: «Non è possibile che accadano queste cose. Si indaghi dunque per scoprire chi è l’autore». La platea risponde con un caloroso applauso. Per chi si fosse persa la puntata precedente a scatenare l’ira del sindaco è stato un volantino affisso in più punti del centro in cui c’era scritto che si cercavano commesse, tra i 18 e i 20 anni, per un centro commerciale e per aree pubbliche purché «no perditempo e no stranieri». Per Chiamparino si è trattato di un episodio talmente grave da meritare di essere stigmatizzato durante l’apertura ufficiale del Salone del Gusto e di Terra Madre.

E le motivazioni? (da La Stampa)

Motivazioni che prova a dare Dario Padovan, professore dell’Università di Torino ed autore del libro «Sociologia del Razzismo». «Siamo di fronte ad una fase nuova - dice -. In passato dovevamo confrontarci con un “razzismo sottile”. Una forma di pregiudizio sotto traccia e difficile da studiare. Oggi la realtà è diversa. Il razzismo popola sempre più lo spazio pubblico diventando una cosa ordinaria». Una «normalità» che l’Assessore alle Politiche per l’integrazione del Comune Ilda Curti non accetta. «Chiedo scusa a nome della città - commenta - Segnalerò il caso all’Osservatorio Anti-Razzista di Roma e manderò i vigili a controllare se ci sono state infrazioni delle leggi».