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mercoledì 13 ottobre 2010

Romani e Romeni

"Sono costernato, chiedo umilmente scusa". Parola di "pregiudicato ventenne romano". Almeno cosi viene ostinatamente definito dai media. Nel frattempo, l'infermiera romena che ha colpito in stazione con un pugno in faccia per una banale lite sulla precedenza nella fila, è uscita, in gravissime condizioni, dal coma in cui era stata abbandonata dai viandanti. Il colpevole è ora ai domiciliari, e l'accusa è di lesioni aggravate. Ora - se non sbaglio - alcuni anni fa, è successo un fatto simile a parti invertite: una ventiduenne romena, dopo una lite con una coetanea romana sulla metro, la colpì con l'ombrello in un occhio, provocandone la morte. Ancora non si sapeva con precisione la nazionalità dell'aggressore (si presupponeva che fosse dell'Est) e già il nonno della vittima rilasciava dichiarazioni di questo tipo: "Non sono razzista ma quando succedono certe cose, le si pensa tutte, e sono cose che fanno male, fanno tanto male". Il nome della colpevole, una volta arrestata, era su tutti i media per settimane: Doina Matei, prostituta romena, madre di due figli piccoli rimasti a Ploiesti, vicino a Bucarest. Si è beccata ben 16 anni nonostante i suoi legali abbiano provato a dimostrare che l'accaduto non era intenzionale, che era la tragica conseguenza degli insulti e gli schiaffi che la vittima (che aveva nel sangue tracce di metadone e precedenti problemi di droga) avrebbe dato alla Matei. Ma non è servito a niente. Secondo i magistrati, infatti, l'accusa era di "omicidio volontario aggravato" perché "L'indagata non può dire di non essersi resa conto di quello che aveva commesso. Quando indirizzi la punta dell'ombrello verso il volto di una persona non puoi pensare di non aver fatto nulla". Benissimo. Ora spero vivamente che i media facciano nome e cognome del misterioso "pregiudicato ventenne romano" e che allo stesso venga contestato almeno il reato di tentato omicidio. Perché l'indagato non può dire di non essersi reso conto di quello aveva commesso. Quando sganci un pugno da pugile verso il volto di una donna non puoi pensare di non aver fatto nulla. Soprattutto se hai già a tuo carico denunce per lesioni personali. O sbaglio?