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venerdì 12 novembre 2010

Chi si somiglia si piglia

Alcuni giorni fa ho riportato il commento di una lettrice protonazista che, rivolgendosi "Agli stranieri presenti nel blog", chiedeva "COSA altro deve succedere per convincervi che è meglio andarsene??????". La domanda, in un altro contesto, poteva essere liquidata come una stupida provocazione, ma farlo in un clima in cui molti segnali concorrono effettivamente a dare l'impressione che ci sia veramente una volontà diffusa di convincere gli stranieri che "è meglio andarsene", sarebbe invece molto grave. Secondo me, la lettrice ha avuto tutto sommato il merito e il coraggio di affermare senza ipocrisia - e con candore che definirei cristallino - lo scopo ultimo di centinaia di dichiarazioni, provocazioni, proposte e provvedimenti lanciati da alcuni politici, giornalisti e persone comuni: visto che i processi di globalizzazione, le necessità economiche, le direttive dell'unione europea etc non permettono di prendere quelle che definiscono "le misure adeguate" (un eufemismo per indicare una specie di "soluzione finale" al "Problema immigrazione" e in particolar modo alla cosiddetta "Questione islamica"), tentano di "prendere gli stranieri per sfiancamento": prima o poi - si dicono - questi decideranno a levare le tende da soli. Dalla burocrazia elefantiaca che nel caso delle procedure concernenti gli stranieri diventa dinosaurica alle battute che rieccheggiano a volte sui pullman quando sale una donna velata con due bambini, passando per la certosina applicazione di ogni singolo comma dei regolamenti comunali (ma solo quando è in ballo una moschea), "O' sistema" di fatti si traduce nella "persecuzione" quotidiana degli immigrati per bene: quelli che lavorano, pagano le tasse e rinnovano il permesso di soggiorno o che comunque tentano di mettersi in regola. Tanto verranno sostituiti da altri immigrati, magari più poveri e disposti persino a condizioni peggiori di quelle a cui erano sottoposti i loro predecessori. Da questa implicita "persecuzione" sfuggono ovviamente i delinquenti, ovvero quelli che in teoria sarebbero all'origine dell'insofferenza del "popolo". Perché il delinquente non rinnova permessi e se sale sul pullman, i passeggeri "dalla lingua lunga" lo riconoscono - come per magia - e si guardano bene dal proferire parola. Il fatto stesso che alcuni fra coloro che dicono di essere stufi degli immigrati "perché delinquono" si guardino bene dal confrontarsi con lo spacciatore di turno e vengano invece qui, su questo blog, a chiedere a me cos'altro sto aspettando per andarmene, è alquanto sintomatico. Capisco che uno abbia paura di beccarsi una pugnalata e quindi si guardi bene dal prendere di petto un nerboruto poco raccomandabile, ma non comprendo per niente il fatto che, confidando in un supposto anonimato, alcuni internauti vengano qui ad esplicitare un odio incredibile solo perché leggono articoli che possono risultare "politicamente" sgraditi. La cosa più sconvolgente, però, è che ogni giorno c'è una media di due commenti che, oltre gli insulti, accusano il sottoscritto di "fare politica" o nutrire ambizioni in tal senso. Avete capito bene: in mezzo a sto po' po' di prosseneti ed escort, sono io, a preoccuparli. Voglio tranquillizarli: sono privo di diritti politici e anche se li avessi, nessuno verrebbe a propormi una candidatura. E sapete perché? Sono impresentabile: non corrispondo al modello dell'immigrato che sputa sulle sue origini, seppur in diverse misure, per permettere agli uni di croggiolarsi nella propria superiorità e agli altri di bearsi della propria magnanimità. Ma immaginiamo pure che - incapace di soddisfare le ambiziosissime velleità politiche che mi vengono attribuite - io mi stanchi e me ne vada, e che il giorno dopo lo faccia un altro straniero che legge il blog, poi un altro ancora, tutti poveri ingenui che pensavano di poter fare qualcosa di concreto per questo paese, ebbene: indovinate chi rimarrà in Italia? Eggià. Proprio i delinquenti. Evidentemente l'inconscio popolare apprezza proprio la tipologia che afferma di aborrire mentre prova autentica repulsione nei confronti di persone potenzialmente capaci di contribuire positivamente alla società. E, falsa modestia a parte, penso proprio di appartenere alla seconda categoria. Ma se un giorno avessi la certezza matematica che non sono il benvenuto, niente panico: Ciapum el camel, ciapum la barca, ciapum quel che voerun e turnen indrè. E lo faranno tutti gli immigrati per bene. Sono sicuro che i commentatori anti-immigrazione apprezzeranno moltissimo la compagnia di chi rimarrà. In fin dei conti "chi si somiglia si piglia".