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venerdì 26 novembre 2010

L'ingrato immigrato

Anche se le dichiarazioni qui riportate risalgono a circa dieci anni fa, ritengo che siano talmente gravi che non posso esimermi dal segnalarle auspicando un intervento tempestivo delle autorità preposte. Si tratta, infatti, dell'incredibile caso di un immigrato egiziano e musulmano che, facendosi scudo della naturalizzazione ottenuta con modalità già oggetto di un'interrogazione presso il Senato della Repubblica, critica impunemente il governo democraticamente eletto dalla maggioranza degli italiani accusando pubblicamente "I partiti dello schieramento di centro-destra, in particolare la Lega Nord, che strumentalizzano brutalmente e irresponsabilmente le paure degli italiani legate alle problematiche dell’immigrazione e soprattutto quelle legate all’immigrazione islamica, per finalità elettorali o comunque per raccogliere il consenso in modo fazioso e partigiano". L'immigrato in questione (che per inciso non è il sottoscritto, anche se qualche malfidato potrebbe pensarlo), non pago di attaccare le istituzioni che rappresentano gli italiani, accusa persino - pensate alla faccia tosta - "Taluni settori delle forze dell’ordine che possono essere interessati ad amplificare per interessi corporativi la paura dello straniero e in particolare dei musulmani" e incolpa "I media che sono improntati a una accentuata logica del sensazionalismo e dello scandalismo per finalità che possono essere politiche, commerciali o entrambe". Se tutto ciò non bastasse a dimostrare la poca integrazione del soggetto, che non serba nessun rispetto per le istituzioni, le forze dell'ordine e i mezzi di informazione, il medesimo accusa persino "Taluni esponenti della Conferenza episcopale italiana che, con il tacito assenso dei vertici del Vaticano e un’imbarazzata critica delle comunità cattoliche di base impegnate nel sociale a fianco degli immigrati, strumentalizzano la questione dell’immigrazione, in particolare quella di fede musulmana, nel tentativo di ricristianizzare la società italiana che è sempre più laicizzata, elevandosi a paladini di una identità nazionale italiana che si vorrebbe appiattita sui valori e sulla cultura della religione cattolica e che andrebbe difesa dalla presunta minaccia di un’invasione islamica d’Italia". Ciliegina sulla torta: secondo l'ingrato immigrato "la storia e in particolare la storia della migrazione dell'uomo non è la materia di studio prediletta degli italiani". Il caso - incredibilmente tollerato - dell'immigrato in questione mi è venuto in mente quando un mio lettore ha auspicato in un commento che "grazie a Maroni, l'espulsione tocchi anche ad autoproclamati "attivisti dei diritti umani" che tanto rompono i coglioni in casa nostra sputando nel piatto in cui mangiano sottraendosi alla miseria, ma che stanno rigorosamente zitti sullo stato realmente pietoso dei diritti umani nei loro paesi di provenienza". Solo che il lettore è mal informato: invece di chiedere "ai cittadini italiani di continuare a mandare letterine a Maroni, candidando Sherif El-Sebaie al trattamento già riservato a Bouchta e compari!", è cioè l'espulsione, dovrebbe chiedere lo stesso trattamento per l'immigrato egiziano e musulmano (che oggi afferma di non essere né l'uno né l'altro) che ha scritto le gravissime frasi sopra riportate: Magdi Allam.*

* La fonte dei virgolettati sopra riportati, firmati da Magdi Allam, ex vicedirettore del Corriere della Sera, oggi Europarlamentare e Presidente del Movimento politico "Io amo L'Italia", è "I media e l’islam. L’informazione e la sfida del pluralismo religioso", collana mondialità, Emi, Bologna 2001, p. 88-89.