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giovedì 9 dicembre 2010

Pogrom rinviato. Ci scusiamo per l'interruzione.

In un paese in cui illustri esponenti politici affermano una cosa e poi la smentiscono nel giro di pochi secondi o addirittura nell'istante stesso in cui la pronunciano (nonostante registratori e telecamere abbiano documentato l'evidenza lampante) certe cose non dovrebbero sorprendere. Eppure la spudorata capacità che hanno, in Italia, certi esponenti del mondo della politica, della cultura, della società civile e del giornalismo di affermare il contrario di ciò che è palese ed è sotto gli occhi di tutti (ciechi inclusi) mi lascia, spesso e volentieri, a bocca aperta. Per esempio bastava leggere i quotidiani o fare "zapping" sui vari canali televisivi, nelle ore e nei giorni immediatamente successivi all'arresto di Mohammed Fikri, il marocchino accusato del rapimento della quindicenne Yara Gambirasio (e poi liberato causa "lost in translation"), per rendersi conto che in Italia è tutto come prima (ovvero come ai tempi di Novi Ligure, di Erba, della Caffarella ecc) se non addirittura peggio. Non appena è trapelata la voce che il presunto sospettato era straniero, per di più marocchino e musulmano, a Brembate (e non solo) si sono scatenati i peggiori istinti italioti: cartelli che inneggiavano alla cacciata in massa dei "marocchiny" (sic), dichiarazioni in cui i bravi abitanti del paesino accusavano "quelli là" di aver rovinato il loro presepe altrimenti pulito e ordinato, titoloni e prime pagine in cui la nazionalità campeggiava in caratteri cubitali, i soliti commenti di esponenti di spicco della Lega, appelli a dir poco discutibili lanciati da Radio Padania: “I lavoratori extracomunitari sono senz’altro persone oneste, ma siccome il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato, qualcuno di loro si faccia avanti per togliere questi retropensieri”. Nonostante tutto questo - alla facciaccia nostra e dell'evidenza dei fatti - per Claudio Magris, tutto questo sarebbe "un esempio civile oggi mai più che prezioso" e "non sarebbe male se tutta l'Italia assomigliasse a Brembate". E se pensavate che il negazionismo (non saprei come chiamarlo diversamente) fosse circoscritto al Corriere della Sera, che ha annoverato fra le sue firme illustri esponenti dell' "integrazione al contrario" quali Oriana Fallaci e Magdi Allam, vi dovete ricredere. Perché anche Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i Rifugiati, sentenzia sul suo blog, ospitato da Repubblica, che "Non abbiamo assistito alla gratuita criminalizzazione di tutti gli immigrati" e "Vi sono infatti alcune importanti note positive da evidenziare". E allora uno si chiede quali sarebbero, queste "importanti note positive" per cui dovremmo profonderci in sentiti ringraziamenti. Vediamo: "La famiglia Gambirasio che vive questo drammatico momento in completo riserbo, ha preso le distanze anche da talune precipitose reazioni". Ma la famiglia, appunto, ha meritoriamente vissuto questa tragedia in completo riserbo quindi il suo silenzio - più che una presa di distanze vera e propria - non è da considerarsi qualcosa di eccezionale: rientra nel modo, dignitoso, con cui la famiglia sta affrontando l'intera vicenda sin dall'inizio. "Diversi quotidiani non hanno voluto mettere nel titolo la nazionalità del presunto responsabile della scomparsa di Yara". Non so di quali quotidiani parli la signora Boldrini, ma certamente non di quelli più diffusi, a cominciare da Corriere e la stessa Repubblica che ospita il suo blog e che titolava, nell'immediatezza dell'arresto: "Yara. Come si è arrivati al marocchino". E, infine, questa chicca: "Il sindaco di Brembate Diego Locatelli di fronte ai primi cartelli con scritto “occhio per occhio” o “fuori gli immigrati” ha richiamato i concittadini alla calma e ha detto con fermezza che nella sua città non avrebbe consentito nessuna caccia all’uomo". Al di là del fatto che questo intervento del sindaco dimostra che c'era (e c'è) ben più di uno squilibrato con due cartelli in giro per il paese, come vorrebbero far credere i negazionisti, non so se avete capito a quale punto siamo arrivati. Neanche nell'Alabama del Klu Klux Klan si sarebbero sognati di considerare come "nota positiva" il fatto che un sindaco dicesse che "non avrebbe consentito nessuna caccia all'uomo", perché è il minimo che ci aspetta da un sindaco in questa situazione. A Brembate siamo invece arrivati proprio a questo: al punto in cui si deve ringraziare il sindaco leghista per non aver alimentato i peggiori istinti dei suoi concittadini. E' vero che - come dice il detto - "meglio tardi che mai", ma non sarebbe stato preferibile se la Lega o Radio Padania si astenessero in primo luogo dal fare certe battute sugli immigrati? I marocchini scampati al pericolo ringraziano comunque sentitamente per la graziosa concessione comunale, non c'è che dire. E si scusano per l'interruzione: il pogrom è solamente rinviato.