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lunedì 21 febbraio 2011

Fulvia De Feo. Donna coerente in Egitto.

Fulvia Maria De Feo è la signora che ha colto l'occasione dei recenti sviluppi in Egitto per scatenare dal suo blog, Haramlik, un' imponente campagna di deligittimazione (almeno tre articoli mi sono stati personalmente dedicati) in cui mi ha falsamente dipinto come "mubarakiano". Poiché di rimando l'avevo etichettata come "Rivoluzionaria col culo al caldo", la signora ha pensato bene di definirmi ironicamente "Cuordileone", invitandomi a dimostrare il mio nazionalismo "andando a fare il servizio militare" in Egitto (!). Ebbene, questa è la stessa signora che nel 2005, dopo gli attentati all'Hilton del Cairo, scriveva (dallo Sheraton): "Poi mi hanno richiamato perché avevano sparato a un pullman di stranieri alla Cittadella e, a quel punto, mi sono guardata attorno e ho constatato che ero totalmente circondata da turisti, lì in piscina. Quatta, ho preso le mie carabattole e mi sono tolta da lì. Me ne sono andata nel bagno turco: ho pensato che se davvero erano in corso attacchi contro stranieri in tutto il Cairo, infilarsi nell’hammam era la cosa più intelligente da fare". Avrei proprio voluta vederla sta Giovanna d'Arco da sceneggiata napoletana a Piazza Tahrir, sotto la sassaiola dei sostenitori di Mubarak.

Nel 2007 invece, Fulvia Maria De Feo ha dedicato un articolo ad un cittadino extracomunitario - probabilmente un altro poveraccio vessato dal razzismo dilagante in questo paese - che si aggirava per i vicoli di Genova chiedendo “Birché, ma birché non mi volete bene?? Io lavoro!”. Siete curiosi di sapere se questa coraggiosa missionaria si è fermata per capire come mai sto pover'uomo era cosi disperato o se ha quantomeno chiamato i servizi sociali? Eccovi la sua reazione: "Io perdo un po’ di tempo a guardare i giornali, aspetto il momento propizio per uscire e poi, vedendo passare un gruppone di turisti francesi, mi ci infilo dentro e fuggo, mentre lui è girato perché lo sta chiedendo tra i tavolini del bar lì accanto, come mai non riesce a farsi volere bene". Poveri turisti: a volte sono un pericolo, altre fanno comodo. L'articolo in questione è significativamente intitolato "Vada a farsi amare più in là" e tutto sommato è in linea con un altro articolo in cui la signora De Feo, invitava gli stranieri in Egitto a stare attenti "che gli stranieri, spesso, finiscono con l’abbassare di parecchio la propria soglia di prudenza, quando sono in paesi molto diversi dal proprio". Eggià, bisogna stare all'erta e non farsi fregare. Come quella volta in cui ha litigato con un tassista egiziano per l'equivalente di 28 centesimi (di euro). All'epoca si era immediatamente vergognata. Ora che è un egiziano a ricordarle come ha sfruttato il paese e la sua gente, non le va proprio giù.

Curioso poi notare come la signora De Feo, oggi molto "critica" nei confronti della polizia egiziana, sia proprio quella che invitava a seguire l'esempio di un suo amico cairota ovvero minacciare di rivolgersi alla polizia i tassisti abituati ad ascoltare, durante le corse, violente invettive contro i cristiani. E' la stessa che ha inviato ad un ignoto molestatore telefonico egiziano il seguente messaggio: “Oggi pomeriggio consegnerò il tuo numero alla polizia: mi hai stufato e ho intenzione di darti parecchi problemi.” Evidentemente la polizia egiziana a volte faceva comodo alla signora tanto impaurita. Quando questa stessa polizia ha arrestato e imprigionato il primo blogger egiziano per gli attacchi alla facoltà teologica di Al Azhar, la signora De Feo ebbe a dire che era "un blogger più pericoloso per se stesso che per la sicurezza nazionale egiziana". Certo, il tutto le sembrava poco democratico e le dispiaceva, però la cosa "le tornava" perché: "non creare problemi” è un comandamento molto egiziano, in effetti, e per quello che so io della polizia egiziana, la sola idea che questo blogger potesse infiammare gli animi già abbastanza infiammati di Alessandria deve essere stata una ragione più che sufficiente per volergliene fare passare la voglia". Poi è finita li. Non ci furono più articoli a favore della libertà di espressione. D'altronde nel 2005 la De Feo non era affatto scandalizzata per le botte ai manifestanti egiziani che "non è tanto il fatto che una ventina di manifestanti prendano botte, quello che mi colpisce: sai quante botte si possono prendere in Italia, volendo?" ma per il massiccio schieramento della polizia egiziana a Piazza Tahrir visto che quelli dell'opposizione laica - i bloggers che oggi difende a spada tratta - le sembravano, neanche tanto tempo fa, degli "UFO" perché "sono così borghesi, questi, e così intellettuali, così élite…". Ora arriva l'indovinello: chi è più coerente? Io o Fulvia De Feo?

PS: la signora dirà sicuramente che i passi sopra riportati sono stati estrapolati e fraintesi. D'altronde è un vizio tipico dei "comunisti mubarakiani" quello di manipolare dichiarazioni fatte in buona fede. :-)

Aggiornamento: i link portano tutti alla cache, la memoria virtuale di Google, poiché la signora ha "coraggiosamente" provveduto a cancellare tutti i post qui segnalati. Beh, se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può certo dare.