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martedì 22 febbraio 2011

Salvate il Colonnello Gheddafi!

Non ho mai fatto mistero che trovassi molto simpatico il Fratello Colonnello Gheddafi. Detto in questo tragico momento per il popolo libico suona come una provocazione. E effettivamente lo è, come lo era d'altronde il personaggio di cui parliamo. In un blog come questo, dove l'invettiva e la provocazione sono strumenti quotidiani e dove il "tra le righe" e il "non detto" conta molto di più di ciò che è scritto nero su bianco, Gheddafi era in sé la summa e la quintessenza della provocazione a scopo di denuncia. Purtroppo l'invettiva, la provocazione e la denuncia è roba per gente che se ne intende e non pretendo che tutti siano in grado di apprezzarne la portata. Ma grazie al suo linguaggio colorito e alle sue originali provocazioni, il Colonnello metteva infatti a nudo la viltà e il doppiopesismo sfacciatamente interessato di molti governi occidentali. Come chiamare diversamente il fatto che sbarcasse in Italia con la foto di un eroe antifascista appuntata - assieme ad una tonnellata di medaglie - sulla divisa, pretendesse di dormire in una tenda beduina - nel bel mezzo di un parco - circondato da amazzoni africane, chiamasse a raccolta - a pagamento - qualche centinaio di hostess a cui impartire dotte lezioni sull'Islam? Capisco perfettamente che a molti lo spettacolo offerto da Gheddafi non andasse proprio giù: fossi un cittadino occidentale mi sarei adirato pure io. Ma non con Gheddafi, che a modo suo diceva all'occidente una cosa molto semplice: "Il Re è nudo". Abbiate pazienza: un qualsiasi immigrato arabo - uno che quotidianamente si sorbiva gli insulti di ogni politicante europeo di passaggio - non poteva che sghignazzare di fronte al circo che si scatenava prima e dopo ogni visita del Colonnello. Se volete capire perché, c'è una brillante osservazione di Gian Antonio Stella in commento ad una delle profonde lezioni del leader libico che riassume tutto in pochissime parole: "L'Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l'Europa". Lo dicesse l'imam di una sgangherata moschea di periferia sarebbe scaraventato fuori tra strilli di indignazione. Lo dice lui? Spallucce". Ecco: la mia simpatia per il Colonnello era dovuta proprio alla sua capacità di provocare fortissima indignazione con zero reazione (salvo alcune urla isteriche e sconclusionate) dimostrando quanto l'Occidente fosse forte con i deboli e debole con i forti: almeno lui, grazie al petrolio e al gas libico, si poteva permettere questo curioso e unico "miracolo diplomatico". Proprio questa mancanza di reazione alle provocazioni del Colonnello dovrebbe far riflettere i democratici da operetta che trovano le mie posizioni su di lui "insostenibili". Insostenibili, semmai, erano le acrobatiche posizioni assunte per compiacere il governo libico in cambio di lauti contratti per le imprese locali e del respingimento indiscriminato dei poveracci che tentavano di raggiungere l'Europa senza curarsi della loro sorte. Se cadrà Gheddafi, scomparirà l'unico leader arabo che non aveva timore di mettere a nudo, seppur a modo suo e spesso con la sua sola presenza sulla scena, la natura servile e strumentale di certi rapporti geopolitici e diplomatici e di denunciare la fasulla dignità e democraticità con cui alcuni si ammantano senza merito. Se la sua destituzione comporterà il riversamento di centinaia di migliaia di migranti sulle coste italiane, ci sarà veramente da ridere: vorrei proprio vedere come faranno le democrazie europee a respingere in mare questa massa oceanica di disperati senza un dittatore su cui riversare false e patetiche lamentele umanitarie. Anzi spero vivamente che la Libia apra le sue frontiere in questo stesso istante: era ora che finisse 'sta farsa, con i governi occidentali che accusavano di abusi chi svolgeva il lavoro sporco per cui loro stessi lo avevano appena pagato.