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venerdì 11 febbraio 2011

Sul loro cuore un suggello.

Lo so, ci sono problemi molto più seri e impellenti del tizio - a me ignoto - al quale dedico questo post oggi. Ma Abu Yasin, pseudonimo di un commentatore di lungo corso di questo sito, uno di quelli che venivano qui ad applaudire sotto ogni mio articolo in difesa dei musulmani e dei loro diritti, è paradigmatico di una categoria di cui sono costretto a parlare in questo momento difficile: quella degli ipocriti. In questi giorni questo tale ha fatto parte di quella gente che non ha capito (oppure l'ha capito benissimo ma gli conveniva - per vari motivi - far finta di non averlo capito) che tutto quello che volevo era che i giovani manifestanti presenti a piazza Tahrir uscissero dal loro braccio di ferro col governo con il massimo dei risultati ma con il minimo danno per il paese, il popolo e quindi loro stessi, che del popolo fanno parte e sono nobile espressione. Ad Abu Yasin avevo già chiesto, a più riprese, di non usare diversi nick per spacciare come pensiero di una maggioranza di miei lettori le sue infamanti insinuazioni, già lanciate e reiterate velatamente da altri, che hanno manipolato sapientemente la mia posizione e la mia preoccupazione per farmi passare come uno "al soldo del regime". Non solo ha continuato a farlo usando una pletora di falsi nick, ma è andato persino in giro a scrivere che "mediare è stare dalla parte del dittatore" e che io starei lanciando, in questi giorni, nientemeno che "appelli contro il pericolo islamico". Appelli di cui sfido chiunque a trovarne traccia.

Il fatto di essere stato descritto come "Mubarakiano" da questo tizio ed altri esseri insignificanti non mi fa né caldo né freddo, sinceramente. Sono abituato alle false accuse: per anni sono stato descritto, e lo ricorderete spero, come un Fratello musulmano (avendo tra l'altro difeso quel movimento dalle generiche accuse di Magdi Allam. Oppure ve li devo proprio riportare, i commenti dei lettori che dicevano che avrebbero segnalato il mio nome al Consolato egiziano in quanto "simpatizzante dei fratelli musulmani"?), quindi fate voi. Sono un uomo abituato alla vita pubblica, ho delle posizioni molto chiare che non ho paura di difendere fino in fondo e non pretendo ovviamente che piacciano a tutti: vado avanti sulla mia strada. Prendo atto, con dispiacere, che è molto difficile essere imparziali in un mondo pieno di teste calde che cercano per forza la contrapposizione, anche a costo di ottenere solo distruzione e sangue. In questo frangente storico ho potuto apprezzare purtroppo, come recitava un commento che mi ha colpito, "la natura strettamente manichea ed intellettualmente miserrima dell'Italiano medio. La sua incapacità di evitare la catalogazione dell'altro come "buono" o come "cattivo"". Ma che l'accusa di essere "un altro Magdi Allam" mi venga rivolta da gente che credeva in ciò che scrivevo e applaudiva mentre venivo definito "cavallo di troia dell'invasione islamica" non mi va proprio giù. Non mi piacciono i bugiardi e non sono più disposto a tollerare - su questo blog almeno - tali insulti. E per capire perché, consiglio a questi ipocriti che affermano di essere pii religiosi di prendere il Corano in mano e leggere il capitolo a loro dedicato: "E questo perché prima credettero, poi divennero increduli. Sul loro cuore fu quindi posto un suggello, affinché non capissero". Che Allah li perdoni.