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giovedì 3 marzo 2011

E mentre siamo distratti dalle rivolte in MO...

Magdi Allam si converte alla Moratti e lancia l'idea di un assessorato all'integrazione.

di Elisabetta Grandi, Lettera 43.

La competizione elettorale per le amministrative di maggio a Milano comincia ad animarsi e sul piatto dei candidati si dispongono le formazioni alleate. Il sindaco uscente Moratti, mette a segno l’appoggio di un alleato di peso come Magdi Cristiano Allam, che ha annunciato il proprio sostegno, chiedendo per sé, in caso di vittoria, l’assessorato all’integrazione. Un’offerta quanto mai opportuna. Chi non vorrebbe vedere su una poltrona così delicata un ex musulmano convertito al cattolicesimo, che sostiene che «la radice del male è insita nell’Islam, fisiologicamente violento e storicamente conflittuale»? Sarebbe un po’ come mettere un petroliere all’assessorato all’ambiente. Il pisello nel suo baccello. L’ex giornalista egiziano, che dal 2008 ha deciso di dedicare tutto se stesso all’attività politica, si è distinto fino a oggi soprattutto per due peculiarità: primo, è il parlamentare europeo (eletto nelle liste dell’Udc) con il più alto tasso di assentesimo tra i colleghi italiani e al 727º posto su 733 nella classifica complessiva delle presenze di tutti gli europarlamentari (fonte VoteWatch). La seconda caratteristica che lo distingue è il suo inesauribile amore (cristiano, probabilmente) che lo porta a creare liste elettorali in batteria, dove il partito «Io amo l’Italia» viene declinato in chiave locale. Dopo «Io amo la Lucania» nel 2010, oggi sono pronte le liste «Io amo Bologna» e «Io amo Milano» (ma anche Varese e Busto Arsizio). Lui, Magdi, le ama tutte, proprio come il suo mentore Silvio Berlusconi, che lo ha recentemente ricevuto a Palazzo Grazioli per concordare i termini dell’alleanza col Pdl, prefigurando un futuro impegno di Allam nel governo nazionale. Nel comunicato che annuncia i contenuti del colloquio, è scritto che «Berlusconi ha espresso apprezzamento per “Io amo l’Italia”, quale depositario di una cultura politica fondata sulla fede nei valori non negoziabili, su diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, sulle radici giudaico-cristiane della civiltà laica e liberale dell’Europa». A sua volta, Allam «ha espresso solidarietà a Berlusconi nell’attacco che sta subendo da parte di un ampio fronte trasversale che comprende politici del Centro e della Sinistra, poteri forti finanziari ed economici, la magistratura ideologizzata, mezzi di comunicazione di massa che speculano sullo scandalismo, parte della Chiesa cattolica relativista, buonista, multiculturalista e islamicamente corretta». Un incontro tra due buoni cristiani, insomma, non “fisiologicamente conflittuali”, com’è invece l’Islam. Speriamo che Magdi preferisca all’assessorato milanese un incarico di governo. Come ministro degli Esteri, of course.