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martedì 22 marzo 2011

L'Italia tradisce sempre

di Marco Travaglio

(...) Ci siamo dimenticati che in realtà quest’anno cade un’altra ricorrenza, il centenario della spedizione italiana in Libia, 1911, il Governo Giolitti. A 100 anni dalla spedizione italiana in Libia ci riaffacciamo in armi sulla Libia, si dirà: è una cosa diversa, certo che è una cosa diversa, quella era una spedizione coloniale, arrivava tra l’altro ben oltre il secolo dell’apoteosi del colonialismo, dell’800, eravamo già un po’ fuori tempo, anche se poi gli anni 30 ci affacciamo anche nel corno d’Africa e fummo impegnati ancora in Libia, quindi il fatto che gli italiani tornino in armi in Libia, non è la stessa cosa dei francesi che vanno in armi in Libia, degli inglesi che vanno in armi in Libia, degli americani che vanno in armi in Libia o dei tedeschi che non vanno in armi in Libia, il ritorno degli italiani è ovvio che espone l’Italia non soltanto perché l’Italia è il paese più vicino alla Libia, ma anche perché l’Italia diventa in qualche modo recidiva, e certi ricordi a soli 100 anni si mantengono, in Libia ci sono ancora vivi figli e nipoti di quelli che hanno visto la prima missione armata italiana in Libia. (...) Immettetevi adesso nei panni di Gheddafi che si vede bombardare da noi, vede i nostri caccia sulla sua testa che cercano di fargli la pelle nell’ambito della coalizione alla quale ci siamo aggregati all’ultimo momento, facendo finta di stare ovviamente da una parte e dall’altra, armiamoci e partite questo è stato il tentativo di Berlusconi all’inizio, noi siamo sempre così, provate a ricordarvi quando Mussolini è entrato in guerra, è entrato in guerra quando ormai pensava che la guerra fosse finita, infatti noi andammo a dare la pugnalata alla schiena alla Francia, quando il lavoro sporco l’avevano già fatto i tedeschi! Poi noi finiamo le guerre sempre dalla parte opposta rispetto a quella dove le avevamo cominciate le guerre, questa volta siamo addirittura migliorati, perché noi stiamo facendo una guerra a un regime con il quale abbiamo un trattato di amicizia, di alleanza e di mutua assistenza anche militare che non è mai stato disdettato. E non è un trattato che risale all’800 , è un trattato che risale a 3 anni fa che è stato ratificato dal Parlamento due anni fa, si intitola “Trattato di amicizia partnerariato e cooperazione", l’hanno firmato il 30 agosto del 2008 Silvio Berlusconi e Gheddafi” dove? A Bengasi.

Dal trattato firmato nel 2008, ndr

Art. 2 “Le parti rispettano reciprocamente la loro uguaglianza sovrana, nonché tutti i diritti a essa inerenti, compreso in particolare il diritto alla libertà e all’indipendenza politica, esse rispettano altresì il diritto di ciascuna delle parti di scegliere, sviluppare liberamente il proprio sistema politico, sociale, economico e culturale”

Art. 4 “le parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta degli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra parte, tenendosi allo spirito del buon vicinato (...) Nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l’Italia non userà né permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà l’uso dei propri territori in qualunque atto ostile contro l’Italia”