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martedì 29 marzo 2011

Quattro urne e un funerale

Nei giorni scorsi ho fatto riferimento più volte al sermone di un noto Imam salafita al Cairo. Vi ripropongo qui il testo integrale, reperibile su Limes.

Cari in Dio, mi sono giunte buone notizie. Ha vinto il sì! [dal pubblico: Dio è grande!] Dio è grande! Questa è stata una ġazwa [termine che indica le battaglie e le razzìe guidate dal profeta dell’islam oppure battaglie di conquista associate con l’espansione dei territori islamici]. Le prime generazioni islamiche [al-salaf] dicevano agli eretici: “A decidere tra noi è il giorno del funerale”. Cioè: quando morirò, guarda quante persone verranno al mio funerale e quante ne verranno al tuo di funerale. “A dividerci sarà il giorno del funerale”. Oggigiorno, invece, si dice: “A decidere tra noi due sono… le urne”. Abbiamo fatto decidere alle urne e le urne hanno detto “sì” alla religione! Diciamo il takbīr [preghiera islamica] della festa insieme. Dio è riconoscente ai mie fratelli di Imbāba [quartiere del Cairo]. Sono stati quelli che hanno risposto più prontamente all’appello. Dio vi ricompensi. Vi amo in Dio. Voi siete la mia famiglia e i miei uomini. Dio vi ricompensi. Ho seguito tutte le operazioni, grazie a Dio. Dio ci ha fatto vincere. Lode a Dio.


Loro dicevano… ci volevano spaventare! Tutti i loro programmi televisivi, tutti i loro giornali… era il caos più totale! Lode a Dio. Adesso invece che dicono? Adesso la religione entrerà in tutte le cose? E noi cosa rispondiamo loro: (il pubblico urla: “Sì”). Sìììì. Non siete voi che avete detto che saranno le urne a decidere? Non è questa la vostra democrazia? Il popolo cosa vuole? Il popolo dice sì alla religione. Basta, è un sì alla religione, noi vogliamo la religione. E a chi dice “noi non riusciamo a vivere in questo paese” [è chiaro il riferimento ai cristiani e ai laici] rispondiamo: fa’ come ti pare [fa segno con il braccio verso l’esterno, il pubblico ride]. Arrivederci, fai buon viaggio! Non avete i visti per il Canada, gli Stati Uniti…? Facciano come gli pare. Ma il paese e il popolo… la vostra democrazia dice “che dice il popolo?”. Il popolo vuole un paese religioso! E così sia. E a occuparci di religione siamo noi [indica se stesso]. Vi amo in Dio.


Veniamo al nostro argomento. Abbiamo detto che parleremo della via più facile per andare in paradiso, il metodo più facile per andare in paradiso. E abbiamo visto che la via più facile per andare in paradiso è “l’integrità del cuore” [prega]. “L’integrità del cuore”. Per questo diciamo che non siamo arrabbiati con tutti quelli che hanno detto no. Hanno, infatti, capito il loro valore. Hanno confrontato il loro peso con quello della religione: ci hanno messi su una bilancia ed ecco qua, grazie a Dio, il nostro piatto è quello più pesante. Lode a Dio. Chiediamo a Dio di confermarvi nella fede. In questa situazione in cui viviamo, vi invito ad agevolare la gente. Macellai, fate sconti sulla carne, in occasione di questa vittoria, di questa grande festa! Per favore abbassate il prezzo della carne. I fruttivendoli abbassino i prezzi della frutta e della verdura. A chi si occupa di beni di prima necessità dico abbassate i prezzi del riso, zucchero, fagioli, fagiolini e lenticchie. Vogliamo davvero che la gente viva felice e tranquilla perché le circostanze in cui ha vissuto nel mese di febbraio e di marzo hanno fatto sì che le loro entrate si riducessero. Agevolate. Tutti quelli che possono agevolare i musulmani, lo facciano anche se ci vanno a perdere. Se per esempio per un chilo di carne guadagnate due ghinee, guadagnatene una soltanto. Tanto lo so che ne guadagnano dieci… Chi guadagna una, ne guadagni cinquanta centesimi. Così Dio benedirà il poco. Dio aumenta i guadagni dei musulmani [prega].


Sono stato sorpreso dal fatto che alcuni erano infervorati per il “no”. Perché? chiedevo loro… “Non ci accontentiamo di una costituzione rattoppata e rappezzata”. La questione non è la costituzione! Qui la vera e sola questione è che la gente si è divisa in due tende [fisṭāṭ*]: la tenda della religione in cui ci sono tutti i religiosi [ahl al-dīn] che dicevano “vorremmo che i predicatori si unissero”, eccoli si sono tutti uniti! Tutti i religiosi dicevano “sì”! Tutti, senza eccezioni: Fratelli Musulmani, il gruppo del tablīġ, gam‘īyya šar‘iyya, anṣār al-sunna, salafiti… tutti! Tutti dicevano “sì”! Questi da una parte. Dall’altra parte c’era altra gente. Quindi, che brutta figura hanno fatto tutti quelli che stavano dalla parte in cui non c’erano i religiosi! Giusto o no? [il pubblico: giusto!] Anche se chi ha votato “sì” crede che la costituzione può andarsene anche all’inferno! Tanto alla fine questa costituzione a che serve a noi? Ma la situazione era questa [fa segno della bilancia]. Francamente, ho temuto. Ho temuto che la gente ci avrebbe deluso. Ma lode a Dio, Dio ci ha tranquillizzati per mezzo di voi e a vostro proposito. Chiediamogli di far continuare a esistere tra di noi la grazia dell’amore in Dio. Quando lo šayḫ ti dice di dire “sì”, devi dire “sì”. Anche se non ti piace. Non ti dico “Seguimi se sbaglio”. Ma stai sicuro che nelle cose religiose io sceglierò per te ciò che certamente piace a Dio. Noi non siamo politici e non vogliamo niente dalla politica. State sicuri di Muḥammad Ḥusayn Ya‘qūb: non entrerò mai in un partito, né mi candiderò mai ad alcuna cosa. Io resterò… questa cosa l’ho sempre detta. Vi ricordate nella galleria di Imbaba? “Sulla fronte del predicatore c’è scritto ‘proprietà inalienabile di Dio’”. Come sulla copia del Corano c’è scritto: “Proprietà inalienabile della moschea”. Come non è possibile quindi far uscire la copia del Corano dalla moschea perché proprietà della moschea, così il predicatore non può smettere di predicare. Questo è il nostro metodo: come salafiti, dobbiamo predicare Dio; studiamo le cose shar‘itiche, le insegniamo e predichiamo. Non cambieremo questo mestiere. Dio ne è testimone, non mi vedrete in altra veste. Chi non mira ad alcuna posizione sociale, sceglierà per te certamente quello che piace a Dio, anche se questa cosa dovesse far arrabbiare tutti gli uomini. Che Dio ci confermi nella verità [prega]. Pregate sul profeta. Pregate ancora di più! Non temete! Basta, questo paese ormai è nostro [ride]. Pregate sul profeta.


* chiaro riferimento al ḥadīṯ che dice che “la gente si dividerà in due tende: la tenda della fede in cui non v’è ipocrisia e la tenda dell’ipocrisia in cui non vi è fede” (šarḥ sunan Abī Dāwud - ḥadīṯ n. 4242).