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sabato 2 aprile 2011

Lombroso sbarca a Lampedusa

Iside Gjergji su Il Fatto quotidiano critica aspramente Concita de Gregorio che invita a distinguere tra profughi di guerra e immigrati in cerca di lavoro. Distinzione che, secondo la direttrice dell'Unità, dovrebbe immancabilmente concludersi col respingimento di questi ultimi, dal momento che «…Esiste una legge sui respingimenti. (...) Non è una buona legge, certo, ma c’è e deve essere applicata. Molte delle persone che arrivano non hanno i requisiti per restare (nel senso che non sono profughi, ma alla ricerca di un lavoro, ndr). Molte altre sì. Metterle tutte in un unico calderone, non respingere chi si dovrebbe respingere per esasperare gli animi delle popolazioni locali, per alimentare la paura, per dimostrare che l’onda biblica è ingovernabile è un miserabile tranello mediatico. Si può governare, si deve. Si può distinguere, osservare, riconoscere, capire». Un invito che Iside Gjergji riassume cosi: "la direttrice de L’Unità chiede che siano passate al setaccio, direttamente in mare, le masse di immigrati che tentano di raggiungere Lampedusa. Tanto - penserà sicuramente la direttrice - è facile “distinguere, osservare, riconoscere, capire”, anche semplicemente guardandoli in faccia con un binocolo, da lontano, quali sono profughi che fuggono dalla guerra e (spesso) dalle bombe occidentali e quali, invece, sono “semplici” poveri, ridotti alla fame dalle scellerate politiche liberiste imposte dalla globalizzazione economica". Ebbene, se ad Iside sono "venuti i brividi a leggere un editoriale del genere sul giornale fondato da Gramsci" e le sono venute "in mente le parole di un altro giornalista italiano, Luigi Pintor, che alcuni anni fa, su Il Manifesto, così scriveva a proposito degli immigrati e del modo in cui la politica e i giornali li trattavano: "C’è qualcosa di immondo, di veramente immondo, nelle grida che ogni giorno e in ogni circostanza e da ogni pulpito vengono lanciate contro l’immigrazione di ogni colore e provenienza. (...) eccolo qua il fascismo, sotto i nostri occhi e dentro i nostri timpani" che cosa direbbe se venisse a sapere che l'On. Souad Sbai, nel corso di un incontro organizzato dalla Provincia di Padova sull’estremismo islamico, ha affermato che “Chi arriva a Lampedusa va trattato come clandestino e rimandato indietro. Basta guardare in faccia quelli che sbarcano – un segno nero sulla fronte, lasciato dalla frenesia con cui si chinano verso la Mecca, ed una barbetta ben curata segno distintivo dei “Fratelli musulmani” – per capire che si tratta di infiltrati da parte di cellule del fondamentalismo islamico che stanno prendendo piede in nord Africa e che adesso tentano di destabilizzare l’Europa"? Sarà anche immondo tutto questo, cara Iside, ma dobbiamo pur ammettere che Lombroso, confrontato a certuni, era proprio un dilettante.