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sabato 14 maggio 2011

Come mettere insieme pranzo e cena.

Un taglio molto cattivo quello di Libero, quotidiano tradizionalmente di centrodestra, che attacca e ridicolizza ferocemente Magdi Allam, recentemente auto-candidatosi come Assessore all’integrazione della futura giunta di Letizia Moratti. Leggere anche i commenti di Giornalettismo e Byoblu.

[LIBERO, 13/05/2011 p.5, di Francesco Specchia]

Magdi Cristiano (dopo la conversione, ma forse anche prima) Allam è un po’ l’inesausto Robin Hood della cristianità. Magdi amatutti, nell’accezione politica del termine. Magdi non ama l’Europa che gli dà il pane. In questi giorni Magdi, con la brigata di Sherwood del suo movimento, “Io amo l’Italia” (con tutte le varianti toponomastiche “Io amo Busto Arsizio”, “Io amo Gallarate”, “Io amo Macerata”, “Io amo Bisceglie”...), non riesce a starfermo; è ubiquo come Antonio da Padova, gira, corre come un pazzo appoggiando Letizia Moratti per ottenere l’Assessorato all’Integrazione. Addirittura ha arruolato come testimonial dei suoi manifesti con la scritta “Milano modello d’integrazione”, le icone Sant’Ambrogio e Sant’Agostino, gente tosta evidentemente ammiratrice di Magdi sin dai tempi in cui scriveva sul Corriere della sera. Gira, Magdi, trotta talmente tanto in Italia, che dimentica di bazzicare la fonte del suo sostentamento: l’Europarlamento dove è stato eletto nel 2009 eurodeputato. Fin qua la cosa è stridente, ma nulla di nuovo. L’epica dell’assenteismo tra i politici italiani è letteraria. Ma la cosa assume contorni surreali quando Magdi viene intervistato dal collega Mattia Costa alla tv del Riformista appena nata. « Magdi Allam, da molti lei è stato criticato per essere il parlamentare europeo col più alto tasso di assenteismo tra i colleghi italiani al 727° su 733° nella classifica complessiva. Come mai?», sciabola candidamente Costa. Risposta di Magdi: « Non è un qualcosa di cui mi vergogno di esser tra i più assenteisti del Parlamento Europeo. È un’esperienza che sto facendo, non ho la minima intenzione di ricandidarmi ». Ah, quando si dice il senso dell’istituzione. Poi, sempre tranquillamente aggiunge: «Non mi riconosco in quest’Europa che è un colosso di materialità senz’anima, che si vergogna delle proprie radici giudaico cristiane, che vende i valori non negoziabil». Il collega non capisce, si cristallizza nel gesto dell’appoggio del microfono. L’europarlamentare prosegue: «E il Parlamento Europeo pure essendo l’unica istituzione eletta dai cittadini europei, conta poco o niente, in Europa il potere esecutivo e legislativo sono nelle mani della Commissione Europea e del Consiglio dell’UE; il fatto che i poteri sono ad unica istituzione è un qualcosa che appartiene più a una dittatura che a una democrazia». Cioè, riassumendo: l’Europa non serve a un cacchio, è una forma barzotta di dittatura e io me ne fotto. Perbacco. Bravo! - uno dice - il coraggio dell’anti-conformismo! A quel punto il collega Costa porge la domanda più ovvia: «Ma Lei rimane parlamentare europeo in ogni caso?». Ed è lì che Magdi spiazza ancora: «Lo sono, è il mestiere che mi permette di mangiare, e continuerò a farlo sicuramente...». Tradotto: mi fa schifo l’Europa, ma non mollo i 12.007,03 euro al mese (quasi quanto un parigrado lèttone prende in un anno) che mi pagate voi. L’intervista procede con la mandibola dell’intervistatore slogata dall’imbarazzo. E a chi scrive viene in mente una frase. Epica, commovente, cristiana. «Noi cerchiamo la riforma etica della cultura politica e delle istituzioni dello Stato per affrancarci dalla mercificazione e dalla consorteria del potere, affinché siano autenticamente al servizio dei cittadini»: è tra gli obiettivi dello statuto di “Io amo l’Italia”. Più che cristiano, Magdi Democristiano Allam...