Notizie

Loading...

martedì 10 maggio 2011

Il mio regno per un minareto

Passando di lì, in periferia di Milano, accanto ad un centro di preghiera musulmano, Magdi ha visto una torre ergersi, con macchinari in vetta. Un minareto tecnologico per far vibrare nell’aria – una volta cattolica – le parole del muezzin, deve aver pensato Magdi Allam. Di qui l’accorata predica a proposito del nuovo e inquietante passo avanti dell’islamizzazione a Milano, già Italia. «Allah è grande! Testimonio che non vi è altro Dio se non Allah! Testimonio che Maometto è l'in­viato di Allah!». La voce del muez­zin, in lingua araba, rimbomba da un altoparlante collocato su una torre di metallo eretto a minareto nella moschea di Cascina Gobba al civico 366 di via Padova alle ore 13.09 di venerdì 22 aprile 2011» ha scritto Allam sul Giornale. Allarmatissimo perché il minareto di Cascina Gobba rappresenterebbe «la sfida più significati­va dell’Islam radicale al nostro sta­to di diritto dopo l’occupazione di piazza Duomo da parte di circa 2 mila musulmani il 3 gennaio 2009». Segue diagnosi socio-religiosa sull’innesto mal riuscito dell’Islam in Europa e la minaccia dei centri di preghiera covo di possibili bin Laden. Tutto di grande spessore e interesse, se non fosse che il minareto – come ha scoperto Youreporter – non è un minareto, ma un ripetitore del segnale mobile attualmente in affitto al gestore di telefonia Wind, gruppo che si occupa di diffondere, più che il verbo di Maometto, nuove schede sim. (Il resto dell'articolo, a firma di Nico Arse, e' altrettanto divertente...)