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sabato 4 giugno 2011

E se gli islamici pregassero in modo ordinato?

"Il rischio è che Milano diventi come Torino e che qui la sinistra governi per i prossimi vent'anni". L'analisi del dopo voto nel capoluogo lombardo fatta dai leghisti è impietosa. Il giorno è il martedì dopo il ballottaggio. Il luogo è la sezione in zona Bovisa, Milano nord. Una piccola sezione di quartiere. A parlare è Massimiliano Orsatti, ormai ex assessore al Turismo della giunta di Letizia Moratti e consigliere regionale del Carroccio che in questo quartiere ha il suo feudo elettorale (...) Dall'altra parte non c'è il vecchio Pd ("contro Penati era tutto più semplice" spiegano), che su molti temi, ricordano, cercava di inseguire la Lega. Di fronte ora c'è un neosindaco che su immigrazione e integrazione non si è mai nascosto. Anzi. E la cosa lascia i militanti spiazzati. "Una volta costruita la moschea - spiega il dirigente leghista - se gli islamici vanno a pregare tutti lì in modo ordinato e viale Jenner e via Padova si svuotano, noi ai milanesi cosa diciamo? Se con le autocostruzioni i campi rom spariscono sul serio, noi che figura ci facciamo?". Domande retoriche cui nessuno in sala riesce a trovare una risposta. I militanti ascoltano in silenzio, si guardano a vicenda, cercando di capire come mai temi che fino a ieri sembravano vincenti, ora non interessano più l'elettorato. Alla fine Orsatti parla con un misto di rabbia e stanchezza: "Le possibilità ora sono due: una buona per Milano e cattiva per la Lega, l'altra cattiva per Milano e buona per la Lega. Quella cattiva per Milano ma buona per la Lega è che questi fanno i comunisti e fanno saltare tutto, come hanno fatto con Prodi. Governano male, si spaccano su tutto e in un anno la Lega ha triplicato i voti. Ma se questi invece dei comunisti fanno i democristiani, qui finisce che diventiamo come Torino. Perché se tu chiedi a un leghista di Torino come è la città, ti dice che è uno schifo e che è piena di immigrati. Ma poi lì la sinistra vince le elezioni da vent'anni. E allora la città sarà pure piena di meridionali e saranno pure comunisti, ma se votano sempre così, significa che ai torinesi Torino tanto schifo non gli deve fare". (Sky)

PS: è interessante notare come, in questa fotografia divulgata in rete ai tempi dell'accesa campagna elettorale milanese, siano stati utilizzati caratteri simil-ebraici per scimiottare una scritta araba che recita: "Con Pisapia, Milano Turchia". A me nessuno lo toglierà dalla testa che, se un giorno dovessero scomparire gli islamici, gli islamofobi di oggi torneranno a prendersela con il nemico di sempre: gli ebrei. I lupi perdono il pelo, ma non il vizio.

Aggiornamento: Mi scrive Paolo Palmacci, autore dell'immagine in questione: "Sono l'autore dell'immagine che hai usato in questo post e con un po' di calma credo si possa intuire l'ironia dissacrante che è contenuta (e non certo verso Pisapia) . Il carattere che ho usato si chiama 'mohamed' ed è un font gratuito che ho trovato in rete che a me pare molto più simil-arabo che simil-ebreo. Pace e bene".

Questo cambia effettivamente tutto. A mia discolpa, ti devo dire che di immagini del genere nel "fronte avverso" ne sono circolate parecchie. Comunque il font è più somigliante all'ebraico che all'arabo.