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venerdì 10 giugno 2011

Magdi Allam, l'ascaro e le truppe cammellate

Solo per concludere degnamente la serie di commenti sull'indegno attacco rivolto da Magdi "Cristiano" Allam all'arcivescovo di Milano, propongo un articolo magistrale tratto dal blog Vistasocialclub

A dare la scomunica al cardinale (Tettamanzi, ndr) è nientepopodimeno che un neofita cristiano, ex-immigrato cairota ed ex-musulmano, contrario alla costruzione delle moschee e intollerante verso gli immigrati in genere.
Praticamente un ascaro delle truppe cammellate che marciano a fianco dei Borghezio e dei Calderoli, e che nei ritagli di tempo fa anche il Parlamentare Europeo. Ascaro che ama travestirsi - lui che ha vissuto venti anni al Cairo, poi a Roma e infine a Viterbo - da Milanese. Allam, egiziano nato al Cairo, immigrato in Italia all’età di vent’anni, è un ex-musulmano convertitosi tre anni fa alla religione cattolica e battezzato dal Papa in persona, con il ciellino Maurizio Lupi come sponsor. Ha voluto aggiungere al proprio nome quello di Cristiano, un marchio di fabbrica. Sembra che non si sia ancora fatto tatuare una croce sul petto, ma non disperiamo. Al precedente matrimonio, da cui ha avuto due figli, ne ha sommato un altro nel 2007. In forma civile. Tanto per adeguarsi alla moda dei leader - cattolicissimi - del centrodestra, che vantano almeno due famiglie. Dopo la sua conversione, da giornalista che era, si butta in politica. Prima fonda il partito dei “Protagonisti per l’Europa Cristiana”, che gli consente un accordo con l’UDC per farsi eleggere nel 2009 al Parlamento Europeo. (Per la cronaca: secondo VoteWatch, dopo quasi due anni dalle elezioni del 2009, l’assenteista Magdi Allam risulta essere al 708º posto su 733, in coda alla classifica delle presenze di tutti gli europarlamentari). Poi trasforma la sua creatura politica nel partito “Io amo l’Italia”. Allam trova anche il modo di proporsi anche per la presidenza della Regione Lucania, con il suo partito “Io amo la Lucania”. Ma alle elezioni regionali è stato respinto con perdite dai Lucani, insospettiti dal fatto che Allam dichiari di amare ogni località in cui casualmente metta piede. Da Casalpusterlengo a Roccasecca dei Volsci.(...) A Tettamanzi, un involuto Allam rimprovera il “mondialismo” (...) Il nostro stupore cresce sempre di più nel leggere l’incerta prosa di Allam che fa rimpiangere il dipietrese : “noi la pensiamo in modo qualitativamente (?) diverso! Rivendichiamo il diritto-dovere di sostenere … che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia …” e non vogliamo “trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo (?)”. Infine chiude con una frase dimenticabile È arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani, occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati; … di scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”. Manca solo la citazione mussoliniana “Combattenti di terra, di mare e dell’aria… Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria…Le dichiarazioni di guerra sono state consegnate agli Ambasciatori di Marocco e Tunisia… ”. A questo punto, uno appena appena normale si chiederebbe : Magdi Allam ci è o ci fa? Perché lui, egiziano, immigrato in Italia, divenuto italiano e cristiano da poco, è così intollerante verso tutti gli altri immigrati che non hanno avuto la fortuna di fare carriera con il centrodestra? Perché ci invita a “… scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”, e poi diventa fautore del berlusconismo e si mette a fare il talebano cristiano e leghista alla Borghezio? Ah dimenticavo : nel 2006, Allam ha vinto il premio Dan David, istituito dall’omonima fondazione israeliana per “il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture” ! Ci piacerebbe conoscere i componenti della giuria. Giudicate voi stessi la sua singolare concezione dell’amore cristiano per il prossimo, in cui il prossimo viene messo in lista di attesa a tempo indeterminato per lasciare più spazio all’amore per se stessi. (...) Non sappiamo se Allam soffra di amnesia selettiva, sia affetto da schizofrenia, abbia recentemente cambiato pusher, sia in realtà un agente (scarsino) dei servizi israeliani oppure un nipotino di Mubarak sotto copertura pronto a proporsi per le feste di Arcore. Magari è semplicemente un tipo molto spregiudicato che ha scoperto che - a spararle grosse - a destra si fa carriera: ma noi non vogliamo insinuare niente. Forse Allam deve solo dimostrare a se stesso di essere più occidentale di noi. E’ un fenomeno piuttosto comune, quando si verifica un processo di mobilità sociale ascendente, che si adottino atteggiamenti superconformisti, estremizzando i nuovi valori e comportamenti. Ma in questo affanno a “fare l’occidentale duro e puro”, Allam dimentica i veri valori dell’occidente liberale, la tolleranza e il rispetto per le diverse culture.(...)