Non riescono ad elaborare il lutto, non digeriscono il rospo. A questo punto è bene che assumano dei farmaci, altrimenti finisce che dovranno ricorrere alla lavanda gastrica. Che non è una bella cosa. Si ostinano a lasciare nel mirino l’asse Tettamanzi-Pisapia, che non esiste e, per spiegare le malefatte del Cardinale si affidano a Magdi Cristiano Allam, ex musulmano convertito, eurodeputato per grazia ricevuta (da Berlusconi), e come molti ex, feroce con il suo “passato”. E’ il modo di farsi perdonare qualcosa che nessuno gli addebita. Sull’autorevolezza di Magdi Cristiano Allam, come rappresentante dell’ortodossia cattolica, ci sorge qualche dubbio. Vuol dire che Il Giornale di Berlusconi non ha trovato di meglio per “bastonare” il Cardinale di Milano. Il suo diritto di dire e scrivere ciò che vuole è sacro, quanto quello degli altri di non sostenere le sue ragioni. Siccome la punizione all’Arcidiocesi di Milano è stata concessa in appalto temporaneo al convertito Allam (c’è un tempo per ogni cosa…), non possiamo che prenderne atto. Sono proprio con l’acqua alla gola. Magdi Allam ha preso sul serio la missione. Nel suo articolo “usa” Pisapia per insolentire il Cardinale. (...) Il catto-relativista Dionigi Tettamanzi, sostiene l’islamista convertito, disorienta i fedeli cattolici “schierandosi dalla parte di un sindaco che incarna scelte in flagrante contraddizione con i dogmi della chiesa cristiana”. Tettamanzi si è schierato con il “vangelo”, lo ha detto e ribadito tante volte, ma anche se così non fosse stato, la sua colpa resterebbe, gravissima e imperdonabile, una sola: non essersi schierato dalla parte di Berlusconi e le sue cene eleganti di Arcore, le giovinette dell’Olgettina, la nipote di Mubarak e tutto il resto. Magdi Allam impartisce lezioni di catechismo, teologia, buona creanza, galateo politico e ortodossia cattolica al prelato milanese con una sufficienza ed una insolenza senza limiti. (...) La conclusione (dell'editoriale di Allam, ndr) è terrificante: “Rivendichiamo il diritto-dovere di sostenere a viva voce che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia attraverso la guerra e la sottomissione dei popoli, riuscendo a scardinare la nostra anima al punto da farci immaginare oggi che sia addirittura positivo concepirci come landa deserta per trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo, dell’europeismo dei banchieri e del mundialismo capital-comunista”. Magdi Cristiano Allam scrive come un Ayatollah. Qualcuno dovrebbe svegliarlo. Tanti anni trascorsi in Italia non sono bastati a prendere atto del suo nuovo Paese, l’Italia, del quale vorrebbe cambiare la storia e la geografia con argomenti triti e ritriti tardo-ottocenteschi. L’ayatollah non sopporta l’idea di incontrare musulmani nel Paese dove ha scelto di abitare, così come – probabilmente – non avrebbe gradito occidentali quando si trovava nell’altra sponda. E’ lecito ritenere che la sua conversione non si sia ancora compiuta, visto che il fondamentalismo islamista è rimasto integro. Ma Il Giornale di Berlusconi non se n’è accorto. Anzi, sposa il suo oscurantismo religioso. (Sicilia Informazioni)
Involontariamente accostati su Libero e letti in fila, i due manifesti di "Io amo l'Italia", il movimento politico del fondamentalista cattolico Magdi Cristiano Allam, ai tempi della campagna elettorale milanese, rendono perfettamente l'idea di ciò che sarebbe diventata Milano in caso di vittoria della Moratti.

