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martedì 7 giugno 2011

Magdi Allam, l'ayatollah convertito...

Al Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, la sconfitta della Moratti non è stata ancora digerita e c’è chi somatizza. Ci sarebbero i calmanti, i farmaci antiacidi, o almeno il bicarbonato. E invece si ricorre all’arcivescovo di Milano. (...) Ci si è messo anche il convertito Magdi Cristiano Allam, reduce dai successi della candidatura alle amministrative di Busto Arsizio (candidato sindaco con la sua lista “Io amo Busto Arsizio” ha preso 38 voti). Allam, a proposito del “raduno religioso di 50 mila cresimandi”, rivendica in un editoriale sul Giornale il diritto-dovere a «contestare l’asse Pisapia-Tettamanzi perché espressione di una concezione relativista della persona, della società, dell’identità e della fede». Ora, definire "catto-relativista" il cardinale Tettamanzi (già segretario generale della Conferenza episcopale italiana, autore di un Dizionario di bioetica di 457 pagine e membro del Pontificio consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari), dandogli lezioni di etica, potrebbe apparire un tantinello pretenzioso per chiunque, ma evidentemente non per Allam. Che infatti prosegue: «La vera differenza, usando un’allegoria più che mai pertinente, è che dell’esortazione evangelica "Ama il prossimo tuo così come ami te stesso", il tandem Pisapia-Tettamanzi fa propria solo la prima parte "Ama il prossimo tuo" anche a scapito dell’amore per se stessi, mentre il tandem Formigoni-Maroni l’accetta nella sua integralità mettendo sullo stesso piano l’amore per il prossimo e l’amore per se stessi. Ebbene io dico che è arrivato il momento di avere la lucidità e il coraggio di privilegiare l’amore per se stessi, l’amore per l’Italia e per gli italiani, perché diversamente non potremo donare amore al prossimo in modo responsabile e costruttivo». La conclusione è che «è arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati». Allam forse si fa prendere un po’ la mano e non si rende conto che se dovessimo dare seguito fino in fondo al suo raffinato ragionamento teologico il primo a fare le valigie dovrebbe essere lui, che è di origine egiziana. (Famiglia Cristiana)

Non riescono ad elaborare il lutto, non digeriscono il rospo. A questo punto è bene che assumano dei farmaci, altrimenti finisce che dovranno ricorrere alla lavanda gastrica. Che non è una bella cosa. Si ostinano a lasciare nel mirino l’asse Tettamanzi-Pisapia, che non esiste e, per spiegare le malefatte del Cardinale si affidano a Magdi Cristiano Allam, ex musulmano convertito, eurodeputato per grazia ricevuta (da Berlusconi), e come molti ex, feroce con il suo “passato”. E’ il modo di farsi perdonare qualcosa che nessuno gli addebita. Sull’autorevolezza di Magdi Cristiano Allam, come rappresentante dell’ortodossia cattolica, ci sorge qualche dubbio. Vuol dire che Il Giornale di Berlusconi non ha trovato di meglio per “bastonare” il Cardinale di Milano. Il suo diritto di dire e scrivere ciò che vuole è sacro, quanto quello degli altri di non sostenere le sue ragioni. Siccome la punizione all’Arcidiocesi di Milano è stata concessa in appalto temporaneo al convertito Allam (c’è un tempo per ogni cosa…), non possiamo che prenderne atto. Sono proprio con l’acqua alla gola. Magdi Allam ha preso sul serio la missione. Nel suo articolo “usa” Pisapia per insolentire il Cardinale. (...) Il catto-relativista Dionigi Tettamanzi, sostiene l’islamista convertito, disorienta i fedeli cattolici “schierandosi dalla parte di un sindaco che incarna scelte in flagrante contraddizione con i dogmi della chiesa cristiana”. Tettamanzi si è schierato con il “vangelo”, lo ha detto e ribadito tante volte, ma anche se così non fosse stato, la sua colpa resterebbe, gravissima e imperdonabile, una sola: non essersi schierato dalla parte di Berlusconi e le sue cene eleganti di Arcore, le giovinette dell’Olgettina, la nipote di Mubarak e tutto il resto. Magdi Allam impartisce lezioni di catechismo, teologia, buona creanza, galateo politico e ortodossia cattolica al prelato milanese con una sufficienza ed una insolenza senza limiti. (...) La conclusione (dell'editoriale di Allam, ndr) è terrificante: “Rivendichiamo il diritto-dovere di sostenere a viva voce che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia attraverso la guerra e la sottomissione dei popoli, riuscendo a scardinare la nostra anima al punto da farci immaginare oggi che sia addirittura positivo concepirci come landa deserta per trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo, dell’europeismo dei banchieri e del mundialismo capital-comunista”. Magdi Cristiano Allam scrive come un Ayatollah. Qualcuno dovrebbe svegliarlo. Tanti anni trascorsi in Italia non sono bastati a prendere atto del suo nuovo Paese, l’Italia, del quale vorrebbe cambiare la storia e la geografia con argomenti triti e ritriti tardo-ottocenteschi. L’ayatollah non sopporta l’idea di incontrare musulmani nel Paese dove ha scelto di abitare, così come – probabilmente – non avrebbe gradito occidentali quando si trovava nell’altra sponda. E’ lecito ritenere che la sua conversione non si sia ancora compiuta, visto che il fondamentalismo islamista è rimasto integro. Ma Il Giornale di Berlusconi non se n’è accorto. Anzi, sposa il suo oscurantismo religioso. (Sicilia Informazioni)

Involontariamente accostati su Libero e letti in fila, i due manifesti di "Io amo l'Italia", il movimento politico del fondamentalista cattolico Magdi Cristiano Allam, ai tempi della campagna elettorale milanese, rendono perfettamente l'idea di ciò che sarebbe diventata Milano in caso di vittoria della Moratti.