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venerdì 8 luglio 2011

La Primavera è bella che finita...

Mentre qualcuno ingenuamente strombazzava (o furbescamente coglieva l'occasione per insultare e deridere) salvo scomparire non appena è passata la sbornia mediatico-internettara, qui si esprimeva - giustamente - preoccupazione e si presagiva il non tanto roseo futuro. Basta seguire i link qui sotto per vedere che ciò che Caracciolo scrive su Limes oggi è ciò che questo blog sosteneva ben cinque mesi fa, a costo di essere letteralmente linciato dalle sciurette in vacanza in Medio Oriente...

La Primavera finita.
di Luca Caracciolo, Repubblica

Nelle Arabie le primavere sono brevi. Sarà per questo che siamo repentinamente slittati dalla lirica rivoluzionaria alla stagione di depressione economica, emergenza sociale e insicurezza geopolitica che investe lo spazio affacciato sul nostro mare. Rimossi i tiranni tunisino ed egiziano, le aspirazioni alla libertà e alla democrazia sono frustrate dalla reazione dei poteri tradizionali, militari in testa. Quanto alla Libia, non esiste più: il fantasma della Grande Somalia rischia di materializzarsi. Dalla Siria allo Yemen via Bahrein, siamo alla guerra civile o all'instabilità cronica. Se le sabbie mobili inghiottissero la monarchia saudita, sancta sanctorum del pluriverso islamico e serbatoio energetico mondiale, sarebbe inverno gelido per tutti. (...) Alcuni autocrati sono stati liquidati, ma i meccanismi di potere che li avevano espressi mostrano capacità adattive (Tunisia, Egitto) e/o reattive (Libia, Yemen) tali da mitigare la spinta al cambiamento. Inoltre, rivolte e repressioni hanno aggravato la crisi economica che aveva contribuito a scatenare le proteste, accentuando la sofferenza degli strati più miseri della popolazione e colpendo i ceti medi, protagonisti della piazza.