Notizie

Loading...

giovedì 13 ottobre 2011

I copti, il «prima» e il «dopo».

"Presentare la piazza (Tahrir, ndr) come una "piazza unita" solo perché adesso ha una sola richiesta (la cacciata di Mubarak, ndr) è davvero pericoloso".

Il sottoscritto, su questo blog, due giorni prima delle dimissioni di Mubarak.

"E a chi dice “noi non riusciamo a vivere in questo paese” [è chiaro il riferimento ai cristiani e ai laici] rispondiamo: fa’ come ti pare [fa segno con il braccio verso l’esterno, il pubblico ride]. Arrivederci, fai buon viaggio! Non avete i visti per il Canada, gli Stati Uniti…? Facciano come gli pare. Ma il paese e il popolo… la vostra democrazia dice “che dice il popolo?”. Il popolo vuole un paese religioso! E così sia. E a occuparci di religione siamo noi [indica se stesso]. Vi amo in Dio".

Un noto Imam salafita commenta i risultati del referendum costituzionale indetto dopo la caduta di Mubarak.

"La paura, per molti la certezza, è che le cose siano peggio di «prima», se perfino un' alta autorità come il governatore di Assuan, dove un chiesa è stata semi-distrutta una settimana fa, ha giustificato l' attacco dicendo che «le croci sull' edificio offendevano gli occhi dei musulmani», ed è rimasto al suo posto. «Io sono nato qui e qui morirò, non per citare Mubarak ma perché amo l' Egitto. Ma tanti amici se ne sono andati, altri hanno pronto il visto per gli Usa e l' Europa. Il momento in cui sembrava che ci fosse finalmente unità al di là delle fedi è finito: come in Iraq, caduto il raìs, nemico comune, il Paese s' è spaccato. Il nemico ora è il tuo vicino diverso".

Testimonianza di Sabri Boutrous, linguista, al Corriere della Sera.

Un avvocato egiziano ha dichiarato due settimane fa che quasi 100 mila cristiani sarebbero fuggiti dall'Egitto dall'inizio dell'anno e che altri 250 mila potrebbero lasciare il paese prima della fine del 2011. Il fenomeno della fuga dei cristiani è diffuso?

Io non posso confermare i numeri, anche se penso siano reali. Non ho rapporti con l'ufficio di immigrazione egiziano. Però un avvocato degli Stati Uniti che si occupa di immigrazione mi ha detto che il numero di copti arrivati negli Usa è triplicato rispetto all’anno scorso, quindi c'è sicuramente la tendenza a fuggire. E i numeri sono molto alti.

Dalla caduta del regime di Hosni Mubarak la situazione è peggiorata per i cristiani?

Sicuramente sì. Sotto il vecchio regime avvenivano casi di persecuzione ma ora sono aumentati. Quando gli estremisti islamici hanno bruciato la chiesa di Embaba, la polizia ci ha messo moltissimo ad arrivare mentre le persone combattevano. Non c'è nessun tipo di giustizia e l'esercito non protegge i cristiani e non punisce i responsabili (*). Con Mubarak gli estremisti erano più deboli.

Testimonianza di Kristen Chick, inviata in Egitto per il Christian Science Monitor

(*) Su questa affermazione avrei un'osservazione da fare: l'altro giorno è stato impiccato Mohammet Ahmed Mohammed Hussein, conosciuto con il nome di Hamam Kamuni, dopo essere stato condannato per aver aperto il fuoco sui fedeli copti che uscivano dalla messa del Natale, nel gennaio 2010 nella città di Nagaa Hamadi. E tanto per chiarire quanto sia difficile per l'esercito e la polizia proteggere i cristiani nel "nuovo Egitto", faccio notare che al suo funerale hanno partecipato cinquemila - già, cinquemila - persone.