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giovedì 10 novembre 2011

Gheddafi, il leone sdentato (II)

Leggi la prima puntata

Il "vecchio" Gheddafi non esita a tradurre la sua retorica infuocata in atti concreti. Oltre a non aver peli sulla lingua, la prima fase del suo governo è - come scrive Pipes - anche "la più rilevante, 1969-86, consisteva in una frenetica attività da parte sua, intromettendosi in questioni e conflitti dall'Irlanda del Nord alle Filippine. Una lista incompleta includerebbe il danno reso alla campagna presidenziale di Jimmy Carter nel 1980, facendo dei pagamenti a suo fratello Billy; la dichiarazione di unione politica con la Siria; gli aiuti militari all'Iran contro l'Iraq; le minacce a Malta in merito allo sfruttamento petrolifero in acque contese; le bustarelle date al governo cipriota affinché quest'ultimo accettasse un radiotrasmettitore libico; l'invio di truppe nel Ciad meridionale per il controllo del Paese e l'imposizione di un'unione politica su esso; e infine l'aiuto offerto a un gruppo di musulmani in Nigeria, la cui violenza ha lasciato oltre un centinaio di morti". Nello stesso periodo però, Gheddafi distribuisce le risorse petrolifere in infrastrutture, istruzione e sanità come aveva appurato l’ONU nel suo Human Development Index: la Libia era avanti, quanto a sviluppo umano, anche al Brasile, all’Arabia Saudita e alla Malaysia. Oggi invece - grazie all'intervento libreatorio della Nato - la Libia è un paese ridotto in miseria dove i cittadini mancano di elettricità, gas, acqua potabile, rete telefonica. Persino di benzina (in uno dei paesi più ricchi di petrolio!). Insomma: un paese che deve essere totalmente ricostruito (indovinate da chi e con i soldi di chi) e con un prodotto interno decurtato del 47%.

La prima fase del governo Gheddafi, avventurosa ma decisamente agiata, "terminò - come scrive Pipes - con il bombardamento americano del 1986 come rappresaglia per l'attentato dinamitardo contro una discoteca a Berlino, che sembrò influenzare la psiche di Gheddafi" (nel bombardamento morì sua figlia adottiva, ndr). Ne comincia quindi un'altra:"Il suo avventurismo fanatico diminuì drasticamente" ma fu comunque "accompagnato da una svolta verso l'Africa e dall'ambizione di costruire armi di distruzione di massa". Ciononostante, come afferma Pipes, "Non uno solo dei tentativi di colpi di stato da parte di Gheddafi ha rovesciato un governo, non una forza ribelle ha avuto successo, nessun separatista ha creato un nuovo stato, nessuna campagna terroristica ha demotivato un popolo, nessun piano per l'unione è stato realizzato e nessun paese tranne la Libia segue la 'terza teoria'. Gheddafi ha raccolto amarezza e distruzione senza conseguire nessuno dei suoi obiettivi". L'ultima frase però è vera solo parzialmente. Un obiettivo Gheddafi l'aveva raggiunto, ed è proprio quello invocato nel vecchio discorso riportato nella prima puntata di questa serie: comportandosi come un leone imbizzarito, Gheddafi incuteva decisamente timore nelle cancellerie occidentali. Leggi la terza Puntata