Notizie

Loading...

sabato 12 novembre 2011

Gheddafi, il leone sdentato (III)

Leggi la prima puntata
Leggi la seconda puntata

Per anni, il "cane pazzo del medio oriente", come lo ebbe a definire Reagan, era la "variabile impazzita" da non sottovolutare. I governi occidentali temevano le sue provocazioni e ancor di più le sue sfuriate e i suoi colpi di testa che potevano spazziare dalle nazionalizzazioni al blocco dei rifornimenti petroliferi. Spesso e volentieri ritornavano sulle proprie decisioni, chiedevano scusa o pagavano risarcimenti: dalla Svizzera all'Italia, nessuno può dire di essere rimasto indifferente ai mezzi più che persuasivi del Colonnello. In questo modo, Gheddafi, pur considerato "pazzo" (cosa che non era affatto), era riuscito ad impedire a chiunque di attaccare la Libia, rimanendo al potere per oltre quarant'anni anche se - in un altro summit arabo - aveva correttamente previsto che dopo l'impiccagione di Saddam, poteva toccare a uno qualsiasi dei presenti (Ben Ali e Assad ridono di gusto alla battuta).

In realtà Gheddafi può essere dichiarato ufficialmente pazzo a partire dal giorno in cui ha accettato di dismettere i suoi programmi di armamento, di riabilitare/"recuperare" i jihadisti che fino a quel momento erano rinchiusi nelle prigioni e di andare in giro per l'Europa a stringere le mani di leader che in seguito l'hanno tradito. Anche Pipes riconosce che la decadenza del colonnello (coincisa di fatti con la distruzione e la spartizione delle risorse della Libia) avviene "quando un Gheddafi addomesticato pagò i risarcimenti per il ruolo avuto dalla Libia nel 1988 nell'abbattimento di un aereo della Pan Am e rinunciò alle sue armi di distruzione di massa. Anche se le basi del suo regime rimasero in piedi, lui divenne persona grata ai Paesi occidentali, mentre il premier britannico e il segretario di Stato americano sono arrivati perfino a porgergli i loro omaggi in Libia". Leggi la quarta e ultima puntata.