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domenica 13 novembre 2011

Gheddafi, il leone sdentato (IV)

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Gheddafi diventa ufficialmente un leone sdentato. Condoleeza Rice rivendica proprio questo successo, quando afferma che ha "operato per eliminare le sue armi di distruzione di massa, le più pericolose che avesse a disposizione", il che di fatti ha spianato la strada per l'attacco della Nato. Il colonnello, pur avendo denunciato per una vita l'ipocrisia dell'occidente, si era ridotto a farvi le comparsate condite di hostess: provocazioni folcloristiche che facevano arrabbiare le opinioni pubbliche europee ma che non destavano più la dovuta preoccupazione nei circoli di potere. Il Colonnello aveva correttamente previsto che il destino di Saddam sarebbe toccato ad altri leader arabi, ma è evidente che non aveva pienamente assimilato la preziosa lezione che si poteva desumere dalla parabola del dittatore iracheno il cui paese è stato attaccato, raso al suolo e saccheggiato proprio quando cominciò a smantellare il suo arsenale e a cercare il consenso dell'occidente.

Ora però che Gheddafi non c'è più, e che al suo posto emerge una classe dirigente in cui figurano islamisti libici che l'ipocrisia dell'occidente la conoscono bene avendo combattuto per la CIA in Afghanistan salvo poi essere consegnati dalla stessa ai torturatori del regime libico, la domanda sorge spontanea: come si comporterà, questa nuova classe politica, nei confronti dell'occidente che ha contribuito alla sua ascesa, una volta finita la guerra civile che sta cominciando in questi giorni nell'assoluto silenzio dei media? Imparerà dagli errori dei leader che ha rovesciato? Io la penso come Massimo Fini che alla domanda: "Con la scomparsa dei leader arabi legati culturalmente all' Occidente, c'è il rischio di un pan-islamismo o pan-arabismo che prenda il sopravvento di fronte agli Occidentali?" risponde: "Certamente, praticamente quasi tutta la storia degli ultimi venti anni, soprattutto degli Stati Uniti, è fatta di azioni che poi gli sono girate nel culo, penso per esempio all’attacco a Saddam Hussein che ha favorito tutta la componente sciita dell’Iraq e quindi oggi chi veramente comanda in Iraq sono gli ayatollah iraniani contro cui gli americani combattono dall’85 in vari modi. E questo sì, penso che sarebbe circa una giusta punizione francamente, o comunque perlomeno un avvertimento, a non muoversi con questa violenza, con questa arroganza e con questa pretesa di essere il bene, il poter discernere chi è cattivo, chi è buono etc. che è proprio la pretesa totalitaria dell’Occidente". (Fine)

PS: stando a Dagospia, "Il vistoso anello d'oro, raffigurante un leone che ruggisce, che Muammar Gheddafi portava all'anulare della mano destra fin dal suo sbarco a Ciampino è stato regalato dal leader libico al premier Silvio Berlusconi, al termine della cena di gala di Villa Madama". A buon rendere.