Notizie

Loading...

sabato 31 dicembre 2011

25/01/2012. Fine serie Tv "Tahrir" (II)

Leggi la prima puntata

E i "ragazzi di Tahrir" di cui i media occidentali hanno cantato le gesta per mesi, anticipando le incredibili mirabilie democratiche che avrebbero conseguito, salvo ricredersi nel giro di pochi giorni non appena sono stati sconfitti alle elezioni? Che ne facciamo, dove li mettiamo? Non fanno più parte dell' "equazione egiziana". Anzi, per quanto mi riguarda non ne hanno mai fatto parte. Erano ininfluenti prima (utili idioti la cui funzione era quella di fare da "innesco") e lo sono ancora adesso. Chi ha riposto fiducia in loro - politicamente e mediaticamente - ha sbagliato sin dall'inizio. Ma questo lo sapeva chiunque conoscesse a fondo l'Egitto.

Michael Scheuer - che non è certo l'ultimo degli arrivati, essendo stato per almeno vent'anni un ufficiale dell'intelligence statunitense quindi a capo della task force incaricata di dare la caccia a Bin Laden ed ora docente presso il Center for Peace and Security Studies della Georgetown University - si è sgolato per mesi (subendo gli scherni dei giornalisti) dicendo più o meno le stesse cose che il sottoscritto diceva qui (subendo gli insulti delle bloggers radical-chic). Egli sosteneva - e sostiene - che questa cosiddetta "Primavera araba" (sic) sarà un caos ingovernabile da cui trarranno vantaggio le forze islamiste più oscurantiste, e che tutto questo potrebbe degenerare in una guerra globale peggiore di quella predetta da Huntington o quanto meno nell'ennesima guerra arabo-israeliana.

E' poiché la tendenza di alcuni lettori di questo blog - in particolare Beduino, italiano di origine araba - è quella di percepire il sottoscritto come uno passato dalla difesa degli immigrati musulmani all'allarmismo islamofobo (sic), val la pena sottolineare che Scheuer non è né un islamofobo incallito né un devoto sionista. Anzi: è uno che afferma che "Il nemico islamico di Washington non esiste. Gli americani credono che gli islamisti ce l'hanno con noi perché siamo liberi, abbiamo le elezioni e donne che lavorano. Un nemico che non esisteva quando Bin Laden era in vita e che non esiste adesso. L'America è attaccata a causa della sua politica in Medio Oriente". Non solo: secondo lui "il vero problema è la lobby ebraica statunitense che influenza e corrompe il nostro congresso per difendere Israele in un conflitto in cui non abbiamo interessi. Israele non merita una singola vita americana o un singolo dollaro americano". Persino Bin Laden gli ha fatto i complimenti per la lucidità e l'acutezza delle analisi in un comunicato, nel 2007.

Ebbene: il 13 novembre scorso, Scheuer ha ripetuto ciò che il sottoscritto scriveva su questo blog ben due giorni prima delle dimissioni di Mubarak (nel caso servissero ulteriori conferme): "La rivolta in Egitto offre forse il miglior esempio del disastro educativo americano. Per 18 giorni in America e in Occidente abbiamo seguito l' attività di 200.000 egiziani in piazza Tahrir. Nel corso di quei giorni, la CNN, ABC, NPR e i giornalisti della FOX hanno intervistato un manipolo di giovani egiziani istruiti, ben curati, che parlavano un inglese fluente, di classe media, professionisti che parlavano il linguaggio della democrazia. I giornalisti hanno poi letto le esternazioni pro-democratiche di questi giovani su Facebook e Twitter e hanno deciso, nella loro superiore saggezza, che questo piccolo campione ha dimostrato che i quasi 90 milioni di islamicamente devoti, unicamente arabofoni, e per lo più analfabeti egiziani - che vivono all'ombra di una fede pervasiva che non contempla la separazione tra religione e Stato - erano assetati e capaci di democrazia laica. I giornalisti, insomma, hanno scambiato le loro credenziali giornalistiche con quelle dei loro cheerleaders in Egitto".

Ora, poiché è chiaro che gli Stati Uniti hanno investito moltissimo (si vocifera di 100 milioni di dollari) su questi giovani nella speranza che creassero una democrazia laica e liberale in Egitto, tanto da scaricare in quattro e quattr'otto l'alleato di vecchia data Mubarak, val la pena riportare l'opinione di Scheuer in merito: "L'amministrazione statunitense è divisa fra il suo sostegno incondizionato ad Israele e la sua fede quasi marxista nel fatto che la democrazia liberale possa attecchire inevitabilmente in tutti i posti, tutti i popoli, tutte le epoche. Quindi vorrebbe difendere Israele ma non è capace di capire la realtà sul terreno. Non ci sarà nessuna democrazia - cosi come la intendiamo in occidente - in Egitto e Libia eppure l'amministrazione statunitense cosa ha fatto? Ha promosso l'anarchia. Ha creato una situazione in cui gli unici beneficiari sono gli islamisti. La ricerca forsennata della democrazia secolare da parte dell'amministrazione americana mette in pericolo la regione e probabilmente il mondo intero. La quantità di armi che circola, proveniente dall'Egitto e dalla Libia, è enorme. E le prigioni che sono state aperte in Egitto, Tunisia e Libia hanno rinforzato le fila degli islamisti in tutto il mondo. Vedremo le conseguenze di tutto ciò sopratutto in Africa: in nord Africa, in Somalia e in Nigeria". In Nigeria. Lo diceva il 9 novembre. Un mese prima delle avvisaglie di una guerra civile tra musulmani e cristiani. (Leggi la terza e ultima puntata)