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mercoledì 14 dicembre 2011

Dobbiamo darci fuoco?

Due tragici eventi ampiamente previsti su questo blog. Due pogrom nell'arco di 48 ore: centinaia di torinesi che danno fuoco alle baracche dei rom in seguito ad una falsa denuncia di stupro da parte di una viscida sedicenne e, subito dopo, un estremista di destra che uccide diversi ambulanti senegalesi a Firenze.

Non sono stati i primi attacchi di questo genere: di aggressioni, anche armate e con vittime, alle baracche dei rom ne sono capitate parecchie, in questi anni. Idem per la caccia al nero. Per non parlare degli attentati ai danni dei luoghi di culto islamici. E non saranno di certo gli ultimi: man mano che si aggraverà la crisi economica, questi episodi saranno sempre più frequenti e cruenti.

Dalle reazioni ipocrite del mondo della politica e dei media, è facile prevedere come andrà a finire: il rogo ai campi rom è frutto dell' "esasperazione" degli abitanti, la tragica conseguenza di un gesto "adolescenziale", mentre la caccia al senegalese di Firenze è opera di un pazzo isolato. Un "pazzo" che gira i mercati selezionando accuratamente le vittime sulla base del colore della pelle.

E invece non è cosi: il pogrom anti-rom e la caccia al senegalese sono il frutto della sistematica demonizzazione politica e mediatica, e della successiva auto-assoluzione. Un processo demenziale, in atto a livello europeo, a cui spesso e volentieri contribuisce una Giustizia cieca - nel senso letterale del termine - che assolve i diffamatori condannando invece i diffamati e chi si azzarda a difenderli.

Come anticipato, anche in questo caso e in attesa dell'assoluzione giuridica, va avanti il processo di ricostruzione della verginità perduta: per quanto riguardo il pogrom torinese, la Repubblica - massimo organo mediatico della Gauche Sardine italiota, in attesa dell'invito per partecipare al Grande Fratello - dà voce alla bugiarda che ha scatenato l'attacco, invece che alle vittime che hanno perso tutto.

E lo fa per farci sapere che la protagonista si è "scusata con una lettera e su Facebook ma non è vero che mi vergogno, potete scriverlo per favore? (...) Mi sono già scusata, che altro devo fare? Sparire? Darmi fuoco?".

Per carità: in questo paese sono gli immigrati che devono darsi fuoco da soli. Vi risparmieremmo la fatica e lo pseudo piagnisteo.