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martedì 10 gennaio 2012

Egitto: avanza la democrazia (2)

Secondo l'Agenzia centrale per la mobilitazione pubblica e statistica, nel 2011 sono circa 337 mila gli egiziani che hanno perso il proprio lavoro, e il tasso di disoccupazione è salito all'11,9% dall'8,9 del terzo trimestre dello scorso anno fiscale. Almeno 64 milioni di egiziani - su una popolazione di 85 milioni di persone - ricevono già delle sovvenzioni per acquistare riso, lenticchie, olio, zucchero e tè, poiché l'aumento prezzi dei generi alimentari è salito a un ritmo vertiginoso dall'inizio della rivoluzione. "I turisti hanno smesso di venire, le fabbriche stanno chiudendo, e centinaia di migliaia di persone hanno già perso il lavoro", ha dichiarato Rashad Abdou, professore di economia all'Università del Cairo. Secondo James Rawley, coordinatore delle Nazioni Unite per l'Egitto, il 20% degli egiziani vive al di sotto della soglia della soglia di povertà e un altro 20 per cento rischia di fare la stessa fine nel breve periodo.

Il miliardario egiziano Naguib Sawiris, di religione copta, è stato rinviato ieri a giudizio con l’accusa di oltraggio all’Islam per aver pubblicato sul suo account di Twitter una caricatura islamica dei famosi personaggi della disney Minnie e Topolino. In testa all’accusa figura il noto avvocato, nonché leader della corrente salafita Mamdouh Ismail. La vicenda risale a fine giugno scorso, quando il magnate egiziano Sawiris, conosciuto in Italia perchè presidente della compagnia telefonica Wind, pubblicò sulla sua pagina Twitter la foto di Minnie e Topolino in abiti musulmani. In particolare Topolino con la kefiah e la barba lunga e Minnie con il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi. (...) La vicenda della caricatura passa però in secondo piano se si analizzano l’accusato e l’accusatore, due personaggi in antitesi. Il primo è un esponente della comunità copta ed è uno degli uomini più ricchi dell’Egitto, in quanto proprietario dell’azienda di telecomunicazioni Orascom, la più grande azienda privata del paese. In passato si è espresso molte volte in favore della secolarizzazione dell’Egitto e contro il fondamentalismo, condannando anche l’obbligo di indossare il velo per le donne. Il secondo è invece un musulmano estremista, leader della corrente salafita che predica il ritorno all’islam degli antenati e che giudica con disprezzo “il condizionamento occidentale che ha secolarizzato l’Egitto”.