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mercoledì 11 gennaio 2012

Gli argomenti di una mubarakiana.

Vorrei dimostrare ai miei lettori, con un piccolo esempio pratico e illuminante, la veridicità della mia affermazione circa il fatto che non sono io quello che cambia idee, ma coloro che di volta in volta mi attaccano pretestuosamente.

Molti certamente si ricorderanno che nei primi giorni di agitazione a piazza Tahrir, in Egitto, una blogger si è messa ad accusare il sottoscritto di essere un "mubarakiano", un "vigliaccio in fuga dal servizio militare" che "odia i giovani della borghesia colta cairota" ecc. Anzi, uno dei primi tweet a commento della rivoluzione (sic) della suddetta blogger era, letteralmente, il seguente: "voglio vedere adesso quel coglione di Sherif al Sabaye (http://salamelik.blogspot.com/) come la mette, dopo avere leccato il culo di Mubarak dal suo blog fino a ieri"

L'accusa di aver "leccato il culo" all'ex-presidente si basava praticamente sul nulla: un articolo intitolato "Giù le mani dall'Egitto" risalente ai tempi in cui Bush paventava di esportare la democrazia manu militari in tutto il Medio Oriente (in cui affermavo che: 1) avrei preferito essere governato da Mubarak, che comunque qualche pregio ce l'aveva, e per assurdo persino da suo figlio piuttosto che da un esercito di occupazione e 2) in cui mi chiedevo se i continui inviti a promuovere una democrazia da cui sarebbero usciti vincitori i movimenti fondamentalisti non fossero in realtà parte integrante di un'agenda tesa a promuovere il "disordine creativo" in Egitto). Poi più nulla su Mubarak fin quando non ho scritto una email indignata a Massimo Gramellini de La Stampa (che faceva ironia sul caso Ruby "nipote di Mubarak" finendo poi per offendere gli egiziani e colui che all'epoca - ci piaccia o meno - li rappresentava. Poi Gramellini si è giustamente scusato).

La cosa tragicomica però, oltreché ridicola, che a infervorarsi per la mia prudenza nei confronti dei Fighetti di Tahrir che in seguito sarebbero stati affossati dagli islamisti, fu proprio la blogger che ha salutato quell'articolo scrivendo un articolo intitolato - pensate un po' - "Giù le mani dall'Egitto" in cui ha affermato testualmente quanto segue: "uno potrebbe dire che “la pensiamo in modo molto simile”. Sarebbe inesatto: qui non si tratta di “pensare” ma di constatare la realtà e riferirla. (...) Da straniera, sono contenta di vedere che il mio sguardo sull’Egitto, pur limitato dalle oggettive difficoltà linguistiche e non in cui mi barcameno, funziona. Ci vedo bene. D’altra parte, parliamo di cose talmente evidenti che due prosciutti interi sugli occhi non basterebbero a nascondercele. Manca, al mio sguardo, il coinvolgimento diretto che si sente nel discorso di Sherif: io non potrei nutrire sentimenti filogovernativi né antigovernativi, rispetto all’Egitto. Non sarebbe il caso e, comunque, la mia stranieraggine me lo impedisce"

Eppure proprio quella signora - che si è messa a fare propaganda antigovernativa per settimane, nella convinzione che i Salafiti fossero uno "spauracchio soprattutto ad uso dell'Occidente, visto che prendere per il naso gli egiziani è parecchio più difficile (Già, s'è visto: hanno regalato loro il 25% dei voti) - si è offesa e si è stracciata le vesti, scrivendo lunghissimi articoli in cui mi ha persino dato del "leghista" solo perché le ho ricordato che era appunto una straniera, che non conosceva manco la lingua del paese di cui straparlava. Domanda semplice: visto che la sua "stranieraggine" le impediva di "nutrire sentimenti" di alcuna sorta, perché mai ha cominciato a fare il tifo anti-Mubarak e negli ultimi tempi ha persino attaccato il Consiglio Supremo delle Forze Armate? Ha sposato un egiziano in moschea?

Se pensate che sia finita, vi sbagliate. Perché proprio quella che mi diede del "mubarakiano" scriveva pure quanto segue: "So che Sherif ha qualche ragione quando scrive:"I paesi di tutto il mondo arabo invidiano all’Egitto e al popolo egiziano questo presidente dalla politica moderata. [...] se oggi c’è meno analfabetismo, se ci sono più donne che lavorano, se c’è un sistema sanitario efficiente e quattro linee di metropolitana al Cairo, se l’ondata degli attacchi terroristici si è fermata, lo dobbiamo a Mubarak". Anzi, la nazionalista più egiziana degli egiziani ci aveva messo pure del suo, aggiungendo: "E a Donna Susan, per quanto riguarda analfabetismo e questione femminile, amatissima moglie del Presidente il cui impegno sociale è molto più antico e, ovviamente, efficace di qualsiasi cosa abbia mai fatto, faccia e farà un’Emma Bonino tanto strombazzata da noi e del tutto ignota agli egiziani. Condivido anche le virgole della fotografia che Sherif fa della situazione in questo paese".

E meno male. Pensate quali insulti mi sarei beccato alcuni anni dopo se non avesse condiviso "anche le virgole"...