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giovedì 5 gennaio 2012

Libia: avanza la democrazia (2)

Scritto su questo blog il 2 settembre 2011:

"Se ci sono "posizioni insostenibili" su Gheddafi in giro in questo momento di certo non sono le mie - visto che, non essendo un voltagabbana, la mia opinione sul Fratello Colonello non è cambiata - ma quelle dei signori che non hanno esitato a scaricare il leader libico foraggiando e finanziando, grazie ad un sequestro indiscriminato sia dei soldi del governo libico che di quelli di Gheddafi, una guerra civile che ha trasformato una della capitali con il reddito pro-capite più alto della regione in una città sull'orlo di una crisi umanitaria. E non è detto che la guerra civile si concluda in fretta o che non si trasformi - una volta sparito dalla scena il Colonello - in un regolamento di conti all'afghana tra le varie fazioni che già ora si scannano tra di loro".

Ora leggo sulla Reuters

Passati oltre due mesi dalla cattura e dalla morte di Gheddafi, i nuovi governanti libici stanno ancora cercando di affermare la propria autorità, mentre i leader delle milizie rivali rifiutano di cedere il controllo dei loro combattenti e di deporre le armi. "Ora ci troviamo tra due opzioni amare", ha detto ieri sera Jalil a una folla a Bengasi. "Affrontiamo con severità queste violazioni (gli scontri tra le milizie) e mettiamo i libici di fronte a uno scontro militare che non accettiamo, oppure ci dividiamo, e allora sarà guerra civile". "Se non c'è sicurezza, non ci sarà legge, né sviluppo né elezioni", ha detto Jalil. Le milizie, messe in piedi da decine di diverse città e da diversi gruppi politici, sono state alla testa della guerra contro il regime di Gheddafi, col sostegno aereo della Nato, e ora sono riluttanti ad abbandonare il campo e sciogliersi.

Oh yeah! Avanza la democrazia...