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sabato 14 gennaio 2012

Quando gli islamisti diventano "pragmatici".

Tempo fa, un lettore di questo blog non smetteva di ripetere che - una volta arrivati al potere in Egitto - le forze islamiste sarebbero diventate "pragmatiche", e non avrebbero imposto vincoli al turismo. E io gli risposi: "Certo, basterà trasformare i monumenti archeologici in riserve per soli turisti. E presentarle invece agli egiziani come retaggio dell'idolatria buono solo per gli stranieri". Siamo sulla buona strada: tutto è bene quel che finisce bene.

(ANSAmed) I salafiti, emersi come seconda forza politica alle elezioni in Egitto, vogliono partecipare alla delegazione istituzionale alla Fiera internazionale del turismo Fitur, ma il governo egiziano si oppone, temendo l'imposizione di un modello di turismo ispirato all'ideologia integralista. E' quanto riferisce oggi El Mundo, secondo il quale l'affermazione del partito salafita Al Nur alle elezioni in Egitto "ha sollevato incertezza sul modello che i seguaci dell'Islam rigoroso propugnano per il turismo", una delle principali fonti di entrate per il Paese. Mohamed Nur, il portavoce del partito salafita Al Nur, citato dal quotidiano madrileno, annuncia l'intenzione di partecipare a Fitur, in programma a Madrid dal 18 al 2 gennaio, uno dei principali appuntamenti del settore a livello mondiale, per informare i tour operator sulle proposte turistiche della sua formazione. Mohamed Nur prevede di guidare la delegazione egiziana alla fiera e si è detto disposto a dare conferenze nelle università spagnole per rispondere alle domande sull'ideologia salafita, su quale sarà il futuro delle relazioni economiche fra Egitto e i paesi europei e Israele, ma anche su come si pensa di applicare la 'sharia', la legge coranica, a settori come quello del turismo. Da parte sua, il ministro egiziano al ramo, Munir Fajiri Sbdelnur, ha smentito categoricamente la partecipazione di Al Nur alla delegazione che sarà presente a Madrid. "Vi prenderanno parte il ministro, il suo segretario e varie imprese egiziane del settore che esporranno alla fiera", ha assicurato in dichiarazioni a El Mundo. I rappresentanti del partito salafita, secondo Abdelnur, "Possono andare a Fitur come visitatori, ma non come membri della delegazione ufficiale". Sullo sfondo della disputa, due visioni distinte su come rilanciare il settore in Egitto, danneggiato dalle rivoluzione che un anno fa ha posto fine al regime di Hosni Mubarak e dalla situazione politica ancora instabile. I salafiti propongono di applicare la 'sharia' al turismo, che comporterebbe una segregazione fra i visitatori stranieri e gli egiziani. "Nell'ambito della sharia, rispettiamo la privacy - ha assicurato Nur - Il visitatore straniero potrà godere delle spiagge e del mare in costume, sarà preservata la sua privacy", ha aggiunto. Ma l'applicazione della legge islamica esige che ci siano spiagge private per i turisti, in maniera da evitare contatti con la popolazione locale. Il che comporterebbe anche una nuova pianificazione dei complessi turistici esistenti nel Paese. Mohamed Nur ha tuttavia sottolineato che i turisti siano comunque tenuti a rispettare i costumi e le tradizioni del Paese musulmano.