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martedì 7 febbraio 2012

Adel Imam, il comico terrorista

Dopo il caso di Naguib Sawiris, il tycoon egiziano rinviato a giudizio con l’accusa di "oltraggio all’Islam" per aver pubblicato sul suo account di Twitter una caricatura "islamica" dei famosi personaggi della Disney Minnie e Topolino, vale la pena sottolineare che pochi giorni fa, il famoso attore comico egiziano Adel Imam ha ricevuto una condanna a tre mesi di reclusione (commutabile in multa) per aver "offeso" l'Islam e i suoi simboli, tra cui la barba (sic), nei suoi film e opere teatrali.

La causa contro di lui è stata mossa da Asran Mansour, un avvocato vicino ad alcuni gruppi islamisti. Ora, chiunque abbia visto i film della star del cinema egiziano, protagonista di molti film di successo, conosciuti anche in Europa, come “The Yacoubian building” (Imam è considerato uno dei più grandi attori egiziani degli ultimi 40 anni e i suoi film sono sempre stati premiati al botteghino), sa benissimo che non vi è la minima traccia di "offesa" all'Islam bensi un'aperta e coraggiosa critica sia al fondamentalismo islamico che al regime di Mubarak (che non imponeva alcuna censura alle sue opere). Non a caso Imam è stato nominato "ambasciatore di buona volontà" dell'ONU.

Nabil Abdel Fattah, analista preso il centro di studi politici e strategici al-Ahram al Cairo, ha detto di ritenere probabile che la sentenza possa essere rovesciata in appello ma ha sottolineato che è sicuramente frutto della recente vittoria degli islamisti alle elezioni. Inutile dire che la sentenza ha seminato il panico negli ambienti artistici egiziani, sopratutto perché "retroattiva" e riguardante opere risalenti a dieci o vent'anni fa, come il famoso film "Il terrorista", del 1994, da cui è tratto il fotogramma sopra riportato. Come si chiede questo blog di Le Monde "I rivoluzionari egiziani hanno definitivamente perso la loro battaglia per la libertà? Nell'Egitto post-Mubarak la libertà di espressione sembra messa male più che mai". Già, alla facciaccia di chi applaudiva "la rivoluzione di Facebook".