L'ex capo dei servizi segreti in
Egitto, Omar Suleiman, si è ufficialmente candidato ieri alle
prossime elezioni presidenziali previste il 23 e 24 maggio.
Nell'annunciare, venerdì scorso, che avrebbe presentato la
propria candidatura, Suleiman ha spiegato la propria decisione
sostenendo che la pressione dell'opinione pubblica aveva
sollecitato il suo senso del dovere militare. Non so quante possibilità abbia effettivamente Suleiman, bruciato dalla nomina come Vice-Presidente negli ultimi giorni del regime di Mubarak, di spuntarla. La sua candidatura è stata ritenuta un'insulto sia dai Fratelli musulmani che dai "rivoluzionari" di Facebook. Fatto sta che Suleiman, nel giro di pochi giorni, è riuscito a raccogliere oltre 40mila firme a sostegno della sua candidatura. Spesso l'Egitto viene definito un complesso paese "dai mille contrasti": antichità e presente, Islam e Cristianesimo, caos e pace, piramidi e grattacieli. Molto curiosa quindi l'immagine che circola in queste ore: un'egiziana con il velo integrale brandisce un poster di Suleiman con su scritto "Scendi in campo, scendi in campo. Non lasciarci in mano ai Fratelli (musulmani, ndr)"


