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martedì 10 aprile 2012

I Fighetti di Tahrir e il male minore.

I veri candidati saranno due: Suleiman per i militari (...); Al-Shater per la fratellanza. Laici, democratici, liberali, socialisti e marxisti dovranno scegliere quello che riterranno il male minore tra una forma edulcorata di vecchio regime laico e una, ugualmente cauta, di Islam politico. Manca dalla contesa chi aveva iniziato la Primavera egiziana: i bloggers e i movimenti giovanili di piazza Tahrir, ormai ininfluenti riguardo al futuro immediato dell'Egitto. (Il Sole 24 ore)

PS: in realtà di candidati con buone probabilità di successo ce ne sono tanti: qualcuno è menzionato nell'articolo del Sole. Quello che preoccupa di più - ma che probabilmente verrà escluso dalla competizione elettorale per via della cittadinanza statunitense ottenuta dalla madre (sic) - è il candidato del fronte salafita, che a sostegno della propria candidatura ha raccolto quasi 153000 firme più il sostegno di 47 parlamentari, superando di gran lunga le 62000 firme raccolte dall'ex-primo ministro Ahmad Shafiq, anche lui considerato espressione dell'"Ancien régime" (qualcuno lo dica ai mentecatti che dicevano che i "salafiti sono solo uno spauracchio a uso e consumo degli europei, senza reale seguito in Egitto"). Ma ciò che conta, in questa citazione, è la fine che hanno fatto - una volta rimasti orfani dei funzionari statunitensi rimpatriati in seguito al processo che li accusava di fomentare il caos - i "Fighetti di Piazza Tahrir", come il sottoscritto ebbe a chiamarli suscitando l'indignazione del bloggume della sinistra alle sardine in salsa italiana...