"Dopo mio padre, Hosni Mubarak è e rimane il mio esempio da seguire".
"Se dovessero accendere piazza Tahrir in protesta contro la mia elezione, saprò come spegnerla. Le forze armate hanno già dimostrato che sono perfettamente in grado di epurare qualsiasi zona di turbolenza in cinque minuti".
Generale Ahmad Shafiq, ultimo premier nominato dal presidente uscente e candidato attualmente favorito alle elezioni presidenziali.
Un avversario non facile da sconfiggere potrebbe essere proprio Ahmad
Shafik considerato dalla maggior parte il migliore e l’unico in grado di
riportare il Paese di nuovo in sicurezza e prosperità. Questa è
l’opinione di Bata, una donna di 50 anni che vende verdure. “Probabilmente
voterò per Ahmad Shafiq. La cosa più importante è che lavori per il
bene del paese. Vogliamo che qualcuno aiuti i poveri. E quattro anni
passeranno molto velocemente. La sicurezza è la prima priorità, la
sicurezza per il popolo. Vogliamo qualcuno che possa controllare il
paese e dare a tutti i suoi diritti, e se lui dà a tutti i diritti,
anche il lavoro ci sarà per tutti”, ha affermato a Matthew Cassel e Evan Hill, inviati di Al-jazeera che hanno raccolto testimonianze e opinioni per le strade della capitale i prima del voto storico. (Il mediterraneo)
La comunità cristiana copta
d'Egitto, circa dieci milioni di anime, si presenta alle
elezioni presidenziali di mercoledì e giovedì con un obiettivo
chiaro: quello di fare muro contro l'ondata islamica, uscita
vittoriosa nelle elezioni legislative. Stando ai sondaggi interni, il candidato scelto per farlo è
l'ultimo premier di Hosni Mubarak, Ahmad Shafik, preferito
all'ex capo della Lega araba, Amr Mussa. Ma la scelta del
prossimo presidente d'Egitto non e' scontata, per una comunità
vittima di violenze e aggressioni per molti anni e che, anche
sotto Mubarak - col quale i vertici della chiesa avevano
stabilito un rapporto di collaborazione - ha dovuto subire
pesanti discriminazioni come quella delle difficili
autorizzazioni a costruire chiese. Gli attivisti e molti giovani cristiani dicono di orientarsi
sul candidato nasseriano, pro rivoluzione, Hamdin Sabbahi. Ma il
sostegno a Shafiq è stato confermato da un sondaggio condotto
nelle ultime settimane fra i copti di tutte le aree geografiche
dell'Egitto, secondo il quale il 70,1% degli interpellati ha
scelto l'ex premier, seguito, a grande distanza da Amr Mussa con
16,6% e da Sabbahi col 13,3%. (Ansa)
Tra la subdola riscossa islamista, l’esibizione muscolare dei militari e
l’inadeguatezza dei liberaldemocratici inebriati dal miraggio del
potere al punto da prepararsi a consegnarlo ai concorrenti, i ragazzi
protagonisti della decisiva spallata al regime sbandano. All’entusiasmo
per la novità del voto, vera primizia in un paese dove il 50% della
popolazione ha meno di 25 anni, si mescolano il sospetto di aver perduto
la palla, la voglia di tornare in strada, l’attitudine un po’ infantile
alla dietrologia, i sogni e le delusioni nate da una protesta che il
sociologo argentino Ernesto Laclau definirebbe anarco-populista,
massiccia ma senza strategia politica né leader. (Radicali)


