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lunedì 21 maggio 2012

La rivoluzione egiziana? Un successone.

"Dopo mio padre, Hosni Mubarak è e rimane il mio esempio da seguire".

"Se dovessero accendere piazza Tahrir in protesta contro la mia elezione, saprò come spegnerla. Le forze armate hanno già dimostrato che sono perfettamente in grado di epurare qualsiasi zona di turbolenza in cinque minuti".

Generale Ahmad Shafiq, ultimo premier nominato dal presidente uscente e candidato attualmente favorito alle elezioni presidenziali.

Un avversario non facile da sconfiggere potrebbe essere proprio Ahmad Shafik considerato dalla maggior parte il migliore e l’unico in grado di riportare il Paese di nuovo in sicurezza e prosperità. Questa è l’opinione di Bata, una donna di 50 anni che vende verdure.  “Probabilmente voterò per Ahmad Shafiq. La cosa più importante è che lavori per il bene del paese. Vogliamo che qualcuno aiuti i poveri. E quattro anni passeranno molto velocemente. La sicurezza è la prima priorità, la sicurezza per il popolo. Vogliamo qualcuno che possa controllare il paese e dare a tutti i suoi diritti, e se lui dà a tutti i diritti, anche il lavoro ci sarà per tutti”, ha affermato a Matthew Cassel e Evan Hill, inviati di Al-jazeera che hanno raccolto testimonianze e opinioni  per le strade della capitale i prima del voto storico. (Il mediterraneo)

La comunità cristiana copta d'Egitto, circa dieci milioni di anime, si presenta alle elezioni presidenziali di mercoledì e giovedì con un obiettivo chiaro: quello di fare muro contro l'ondata islamica, uscita vittoriosa nelle elezioni legislative. Stando ai sondaggi interni, il candidato scelto per farlo è l'ultimo premier di Hosni Mubarak, Ahmad Shafik, preferito all'ex capo della Lega araba, Amr Mussa. Ma la scelta del prossimo presidente d'Egitto non e' scontata, per una comunità vittima di violenze e aggressioni per molti anni e che, anche sotto Mubarak - col quale i vertici della chiesa avevano stabilito un rapporto di collaborazione - ha dovuto subire pesanti discriminazioni come quella delle difficili autorizzazioni a costruire chiese. Gli attivisti e molti giovani cristiani dicono di orientarsi sul candidato nasseriano, pro rivoluzione, Hamdin Sabbahi. Ma il sostegno a Shafiq è stato confermato da un sondaggio condotto nelle ultime settimane fra i copti di tutte le aree geografiche dell'Egitto, secondo il quale il 70,1% degli interpellati ha scelto l'ex premier, seguito, a grande distanza da Amr Mussa con 16,6% e da Sabbahi col 13,3%. (Ansa)

Tra la subdola riscossa islamista, l’esibizione muscolare dei militari e l’inadeguatezza dei liberaldemocratici inebriati dal miraggio del potere al punto da prepararsi a consegnarlo ai concorrenti, i ragazzi protagonisti della decisiva spallata al regime sbandano. All’entusiasmo per la novità del voto, vera primizia in un paese dove il 50% della popolazione ha meno di 25 anni, si mescolano il sospetto di aver perduto la palla, la voglia di tornare in strada, l’attitudine un po’ infantile alla dietrologia, i sogni e le delusioni nate da una protesta che il sociologo argentino Ernesto Laclau definirebbe anarco-populista, massiccia ma senza strategia politica né leader. (Radicali)