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domenica 20 maggio 2012

Oltre l'egiziana comprensione.

Fermo restando la fluidità del contesto elettorale egiziano, i margini risicati di vantaggio dei vari candidati e l'eventuale inattendibilità dei sondaggi, il fatto che l'ultimo premier nominato da Mubarak risulti in testa, dovrebbe quantomeno far riflettere...

Già alcuni mesi fa, proprio uno degli attivisti rivoluzionari che hanno entusiasmato il mondo vituale e non con la cosiddetta "rivoluzione di piazza Tahrir" - proseguita per giorni dopo le dimissioni di Mubarak fino a costringere anche Shafiq alle dimissioni - si meravigliava: "Shafiq, per qualche fantomatica ragione che va al di là della mia comprensione, gode di un livello di popolarità relativamente alto".

Val la pena notare che l'attivista in questione è lo stesso che, mesi dopo il clamoroso fallimento in ogni consultazione elettorale del fronte giovanile che ha scatenato la protesta popolare, ha praticamente scritto le stesse cose che io sostenevo su questo blog con la rivoluzione ancora in corso. Segno tangibile del fatto che questi giovani idealisti "con scarpe Converse, Iphone" e altri gadget al di fuori della portata di un egiziano medio non sanno proprio nulla della società in cui pur vivono.

A me sembra che a sfuggire alla comprensione di questi fighetti non sia tanto la popolarità di Shafiq quanto la mentalità del popolo egiziano nella sua interezza.