Alla fine, nonostante molti elementi facessero pensare ad un'assoluzione, si è deciso di sacrificare Mubarak per il bene dell'Egitto. Effettivamente un giudizio di non colpevolezza, in questo clima arroventato e
a ridosso delle elezioni, avrebbe scatenato il finimondo.
Come ho già
scritto su questo blog, riferendomi all'ex presidente: "Se ama davvero l'Egitto, faccia quindi questo ultimo sacrificio: accetti
il suo processo con dignità affinché l'Egitto sopravviva a lui". Ora deve solo trascorrere il resto della sua vita nell'ospedale super specializzato di qualche prigione.
Val la pena notare, infatti, che - non essendo adeguatamente "attrezzato" l'ospedale della prigione comune - l'ultimo anno e mezzo Mubarak l'ha passato nella suite presidenziale dell'ospedale costruito dagli americani per curare gli alti gradi dell'esercito durante la prima guerra del Golfo: piscina, palestra, terrazza ecc.
Ora che le "necessarie modifiche" sono state apportate anche all'ospedale della prigione comune, non ci sono più motivi che possano impedire l'applicazione della sentenza. Dopotutto, è solo il primo grado di giudizio. Chi vivrà, vedrà.


