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giovedì 21 giugno 2012

Tutto il potere ai Soviet. Poi si vedrà.

E' abbastanza di moda - fra gli intellettuali e i fighetti della borghesia cairota nonché i loro sostenitori all'estero - affermare che ci si deve schierare sempre e comunque con la "rivoluzione" (sic) e quindi anche contro il tentativo dei militari di imbrigliare i movimenti islamisti che si apprestano ad andare al potere.  

Proprio loro, quelli che hanno fatto la rivoluzione senza sapere come fronteggiare lo strapotere dei movimenti teocratici (perdendo su tutta la linea), oggi vorrebbero che l'unica forza in grado di costringere i loro avversari al dialogo faccia un passo indietro.   

Perché "Dovesse anche - come ha scritto recentemente un mio commentatore - miseramente fallire il loro tentativo rivoluzionario, dovesse anche l'Egitto sprofondare in un regime oscurantista, un giorno ci sarà qualcuno che ispirandosi ai giovani di piazza Tahrir riprenderà la battaglia per quegli stessi ideali".

Tutto molto bello, per carità: I processi democratici necessitano secoli, ovvio. Subiscono battute d'arresto o regressioni, certamente. Quindi il fatto che l'Egitto sprofondi in un regime oscurantista è un'ipotesi da prendere in conto, ci mancherebbe. E sapete la novità? Ben metà degli elettori egiziani l'ha presa in conto e proprio per questo ha votato l'ultimo Premier di Mubarak. 

L'idea di fare un salto nel buio in attesa di scorgere la luce in fondo al tunnel è un'ipotesi affascinante, perdindirindina. Ma non lo è per metà degli elettori egiziani che hanno pensato che se gli interessi dell'esercito (non entrare in guerra con Israele, ottenere gli aiuti statunitensi, incentivare il turismo) coincidono con quelli del paese, allora è meglio stare con l'esercito e - se necessario - persino con il vecchio regime. E prima di recarsi alle urne hanno pensato: quale sarà il prezzo da pagare prima di raggiungere il lieto fine prospettato dall'élite borghese? E - domanda ancora più importante - chi lo pagherà? 

Ora, se si va ad analizzare chi - fra gli egiziani - sostiene le posizioni coraggiosissime e certamente ineccepibili sul profilo ideologico, secondo cui fra un uomo della vecchia guardia e un candidato islamista dovremmo scegliere quest'ultimo anche se non siamo d'accordo con la sua visione, e concedergli pure pieni poteri, ci renderemo conto che è tutta gente che abita all'estero o che potrebbe raggiungerlo abbastanza facilmente. Intellettuali di fama internazionale, accademici con brillanti carriere all'estero alle spalle, giovani di classi sociali agiate con titoli di studio conseguiti nelle migliori università straniere. Se non hanno già i passaporti degli USA, del Canada o dell'UE, nulla potrà impedir loro di ottenere un facile asilo politico. Quantomeno il mondo civilizzato si solleverebbe in loro difesa, nel caso dovessero trovarsi nei guai.

Quanto ai loro sostenitori occidentali, non parliamone. Vogliamo fare qualche esempio su quelli che, sul web italiano, sostengono che i principi democratici vanno rispettati anche se dovessero condurre all'oscurantismo? Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale: la giornalista che si strugge per Gaza pur stando in una città decisamente meno pericolosa (e il povero Arrigoni docet), la stessa che prima di proferire parola sull'Egitto aspetta di vedere cosa dirà il grande intellettuale egiziano di turno, avendo ben cura di specificare che è suo "amico". L'insegnante che lavorava in Egitto e che ora scrive appassionatamente della rivoluzione mentre pianifica di andare a lavorare in un'isolotto dei Caraibi, etc etc. Quindi il prezzo della regressione oscurantista - ridotta a mera ipotesi quando invece tutti i segnali dicono diversamente - chi lo pagherà? 

Io l'ho già scritto in passato che chi non vive certe situazioni oppure non ha affetti e interessi in certi contesti, molto difficilmente capisce le paure e le aspettative di chi invece vi è immerso fino al collo. Per cui nulla di più facile che sostenere l'avvento dell'integralismo al potere, senza ostacoli, in nome della democrazia, dei diritti, dei discorsi confezionati e ritriti dei sessantottini frustrati che si appassionano per le vicende degli immigrati salvo non muovere un dito concreto per i loro diritti. Tranquilli: non sono passato alla destra né sono diventato un incallito islamofobo. Sto prendendo atto della triste realtà. E credo sia proprio questo a dare loro sui nervi, a spingerli a mettere in moto la macchina del fango: il fatto che io denunci apertamente la loro ipocrisia da Gauche Sardine.

A proposito di islamofobia, invece, credo che sia giunta l'ora di dirlo: il danno più grande combinato da Magdi Allam è stato proprio quello di mescolare la becera islamofobia da osteria con la denuncia dell'operato dei movimenti islamisti, col risultato di screditare anche la sacrosanta battaglia contro la politica fatta in nome della religione. E invece non dobbiamo temere le facili accuse di islamofobia, che qui di islamofobico non c'è niente. Sono forse islamofobi i dodici milioni di egiziani che hanno votato il candidato non islamista? Il non fronteggiare - ora e subito - la "conquista delle urne" di cui parlano apertamente gli integralisti, è come chiudere gli occhi davanti all'avanzata dei Nazisti in nome del rispetto fanaticamente ideologizzato del processo democratico grazie al quale sono arrivati alle urne.  

State certi che se gli egiziani dovessero essere consegnati, senza alcuna opposizione preventiva, a chi li governerà peggio ancora di chi c'era prima, vedremo gli stessi intellettuali, gli stessi fighetti che ora combattono in nome della "democrazia" girare per festival e convegni a dire che sono stati "naive", che sono stati "ingannati" e che però "La lotta continua, non ci stancheremo". Più o meno le stesse cose che dicono oggi. E state pure tranquilli: anche gli sponsor di costoro, gli "amici della democrazia" non rimarranno mica con le mani in mano: faranno cortei, manifestazioni e mostre per esprimere la loro solidarietà. Scriveranno articoli, libri e faranno comparsate televisive. La vacanza, però, la prenoteranno alla Maldive. Dopo aver controllato sul sito della Farnesina che non ci siano disordini politici e che sia ancora possibile indossare il Bikini.