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domenica 1 luglio 2012

Egitto Anno Zero. O Anni Trenta?

                            L 'altro giorno ho commentato i risultati delle elezioni egiziane con un post intitolato "L'Egitto e il Giardino delle Bestie". Il titolo - ispirato ad un romanzo storico che racconta la lenta trasformazione della Germania in un vero e proprio "Giardino delle Bestie" negli Anni 30 - non è affatto casuale.

Un mio lettore di origine araba, entusiasta della cosiddetta rivoluzione egiziana e del suo "Anno Zero", mi chiede se sono consapevole della portata storica del discorso del novello presidente, appartenente alla Fratellanza Musulmana. Un movimento la cui fondazione e la cui ideologia risalgono appunto agli Anni 30.

Ne sono perfettamente consapevole, e ciò che ho sentito non mi piace affatto. Per carità, il discorso è farcito di annunci concilianti che lasciano credere che i trattati internazionali saranno rispettati, che verrà nominato un Vice Presidente Copto, e tutte quelle cose che si propinano ad una società non ancora pienamente "coordinata": un termine che spiegherò più avanti.

Del discorso del novello presidente però è uno solo il punto saliente da tenere saldamente in mente, un raccapricciante monito per il futuro: "Prometto che farò liberare lo sceicco Omar Abdul Rahman". Per chi non conoscesse la figura dello sceicco cieco, condannato al carcere a vita negli Stati Uniti per il suo ruolo di spicco nel propagandare il terrorismo (il suo gruppo ha svolto un ruolo di primo piano nel massacro dei turisti a Luxor nel 97), consiglio un rapido giro in rete.

Ora, chiunque conosca bene la storia sa  che un movimento soggetto a cicliche repressioni e messo al bando fino a non molto tempo fa, che deve ancora trattare con un apparato militare ostile, che deve ancora infiltrare quello governativo oltre che vedersela con un 48% della popolazione che non lo ha votato non può che apparire ragionevole e conciliante.

Negli anni 30, in Germania, il partito Nazista - i cui esponenti erano rimasti lungamente nelle carceri della Repubblica di Weimar - salirono al potere. Democraticamente, con una percentuale di circa il 43,9 %. Per un po' di tempo il loro atteggiamento fece credere agli osservatori internazionali che il movimento si sarebbe convertito al pragamtismo, rispettando i trattati internazionali e quella parte della società che non lo aveva votato.

Nel giro di pochi anni l'intera società tedesca era stata invece "coordinata", nel senso che il lavaggio del cervello portato avanti dalla macchina propagandistica nazista fu portato a termine. Gli oppositori, invece, erano nei campi di concentramento. La cosa triste è che i turisti che si recavano in Germania in quegli anni non credevano affatto alle previsioni catastrofiste di quella minoranza che faceva da cassandra. Anzi, molti di loro erano persino entusiasti della "rivoluzione nazista" e della ventata di "novità" che rappresentava.

Nel frattempo, quella parte - una buona metà della società tedesca - che sperava con tutto il cuore che il risultato delle elezioni fosse annullato, che venisse dichiarata la legge marziale e che l'esercito regolare - in quel momento ancora ostile al movimento nazista - intervenisse per mettere fine a quella che sembrava una farsa, veniva ridotta al silenzio. Quei tedeschi sarebbero stati definiti oggi "golpisti da divano" o "Mubarakiani", da qualche anima bella.

E invece c'è poco di "Mubarakiano", nelle mie posizioni, se anche Karim Amer, un blogger laico famoso a livello internazionale per aver passato quattro anni nelle carceri di Mubarak (quindi non sospettabile affatto di Mubarakismo), ha deciso di votare proprio il candidato che si è professato "fiero allievo di Mubarak", rivolgendosi a chi - fra i laici - ha votato la Fratellanza con queste parole:

"Vi mangerete le dita dal rimpianto e piangerete come pianse Boabdil mentre contemplava alle sue spalle il Palazzo dell'Alhambra a Granada, ma il rimpianto non vi sarà di alcuna utilità quando verrete trascinati nelle prigioni e sui patiboli, mentre sarete perseguitati nei vostri paesi di esilio. Piangerete e rimpiangerete il momento in cui avete regalato le vostre teste alla fratellanza che non vi sarà affatto riconoscente per l'aiuto che avete dato loro nella salita al potere".