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mercoledì 11 luglio 2012

Egitto: Democrazia in vista.

I miei lettori si ricorderanno quando, un mese fa, il sottoscritto scrisse che "La direzione (imboccata dall'Egitto, ndr) sembra averla già tracciata il candidato della Fratellanza (oggi Presidente,ndr) che ha promesso di "tenere Mubarak in prigione anche se venisse assolto dalla corte". La folla forcaiola che si sta radunando in piazza in queste ore, compatta dietro la Fratellanza, ancora una volta a suon di tweet, per chiedere la pena capitale per l'ottantenne in barella sarà contenta. Temo però che nel suo cieco accanimento ideologico non si renda pienamente conto di quali implicazioni questo singolare approccio giuridico possa comportare se da eccezione diventasse la regola. Cosi facendo, prima o poi la rivoluzione sfocerà nel Terrore giacobino". Appena un mese dopo, il neo Presidente convoca - con un decreto - un parlamento sciolto dalla Corte Costituzionale, massima autorità giudiziaria del paese, fregandosene quindi altamente della sentenza, inaugurando un conflitto senza precedenti tra i poteri dello stato e facendo bruciare diversi miliardi alla borsa egiziana. E ai deputati liberali (circa 160) che si sono rifiutati di presentarsi in aula, promuovendo addirittura delle cause contro la riconvocazione "d'ufficio" di un parlamento di cui pur fanno parte, è stato riservato - da parte dei sostenitori dei movimenti islamisti (che ovviamente hanno la maggioranza nel parlamento sciolto) - il trattamento rappresentato nella foto. Democrazia in vista.