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lunedì 16 luglio 2012

Tutto merito di Gheddafi.

"Se verrà confermata la netta vittoria dell'Alleanza delle Forze Nazionali, moderate e laiche, diretta da Mahmud Jibril ex primo ministro del governo provvisorio, la Libia dovrà ringraziare, in un certo senso, l'ex dittatore Gheddafi, che è indubbiamente l'artefice del processo di laicizzazione della Jamahiriya, l'uomo che ha contrastato con ogni mezzo, lecito e illecito, la penetrazione in Libia delle forze islamiste integraliste. Il debole risultato del Partito della Giustizia e della Costruzione, il braccio politico dei Fratelli musulmani, deriva anche dal fatto che Gheddafi ne ha praticamente sterminata la leadership e quasi sradicata l'organizzazione

Angelo del Boca, storico della Libia e del colonialismo italiano

"Potrà anche apparire come una beffarda ironia della Storia, ma la realtà è che questa che appare come una sorprendente vittoria dei moderati nelle elezioni dell’altro giorno in Libia è l’ultima eredità di Gheddafi. Si può legittimamente dire tutto il male che si vuole, di lui e dei suoi quarant’anni di violenze, e alla fine, comunque, sarà sempre poco; tuttavia, quando – domani o tra qualche breve giorno – vedremo sedersi sulla tribunetta del Parlamento di Tripoli non un barbuto seguace della Fratellanza Musulmana, con tutto il suo codazzo di riti e di rivendicazioni nel nome di Allah Potente e Misericordioso, ma un glabro signore di abiti e di modi occidentali che, certamente, anche lui ringrazierà Allah, e però poi farà riferimento ai valori della democrazia e al tempo nuovo che il suo Paese si appresta a vivere, ebbene, tutto questo lo dovremo a quel dittatore che aveva fatto della Libia un suo spietato feudo personale".

Mimmo Candito, La Stampa.