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domenica 5 agosto 2012

Egitto: che vuoi di più dalla vita?

(Agenzie e fonti varie) Il governo egiziano ha invitato il Fondo Monetario Internazionale a proseguire i negoziati per un prestito. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze del Paese. Tra le condizioni fissate dal FMI al Cairo ci sono: la svalutazione della lira egiziana, la riduzione delle industrie statali per la raffinazione di petrolio e per la produzione alimentare.

Tra i tanti temi che fanno discutere di questi tempi gli egiziani c'è la questione del turismo: come farà - ci si chiede al Cairo - un Paese in cui gli islamisti hanno ormai il controllo del governo a conciliare la loro visione del mondo con le spiagge di Hurghada e Sharm el Sheikh? Certo, le intemerate dei salafiti contro gli alcolici e i bikini non sono esattamente musica per le orecchie di quei turisti che già dall'anno scorso hanno cominciato a tenersi alla larga dal «nuovo Egitto». (Il resto dell'articolo qui)

La richiesta di liberazione dell'unico egiziano rinchiuso nel carcere di Guantanamo potrebbe essere la prima crepa nei rapporti tra Il Cairo e Washington dall'elezione del presidente Mohammed Morsi. Tariq Mahmoud Ahmed al-Sawah, di 54 anni, e' stato rinchiuso a Guantanamo 11 anni fa, con l'accusa di aver militato per Al-Qaeda in Afghanistan come esperto di esplosivi e di aver anche incontrato Osama bin Laden. La richiesta di una pronta liberazione di al-Sawah era attesa da molti, visto che l'uomo, negli anni Settanta, militava nei Fratelli Musulmani, gruppo da cui proviene Morsi. Durante la campagna elettorale, inoltre, Morsi aveva fatto sapere di non accettare l'idea di detenuti islamici egiziani nelle carceri di altri paesi.

In Egitto gli attacchi contro i cristiani sono sempre più in aumento. ''Il clima generale si sta facendo sempre piu' pesante contro i cristiani'', ha affermato il vescovo Morcos. ''Gli assalti sono aumentati. Non si tratta solo della questione di avere un unico ministero", ha aggiunto. Mercoledi' scorso alcuni musulmani hanno attaccato una chiesa e alcune abitazioni di cittadini cristiani in un villaggio alle porte della capitale. A causa di una "camicia bruciata in lavanderia, è esploso uno scontro tra musulmani e cristiani costato il ferimento di 16 persone e la morte di un musulmano. (Più di cento famiglie copte sono state caldamente consigliate ad emigrare dalla zona. E per quattro giorni dopo, inoltre, non ci sono stati commenti della presidenza sull'accaduto)

"La composizione del nuovo governo è ingiusta nei confronti dei copti, che si attendevano una presenza più importante nell'esecutivo", ha affermato il vescovo Pachomius, capo ad interim della chiesa. Secondo l'alto prelato, nel nuovo governo avrebbero dovuto esserci almeno quattro cristiani, "conformemente al numero di copti in Egitto. Rifiutiamo la nuova composizione ministeriale" ha detto il vescovo. "Ai tempi di Mubarak avevamo due, tre ministeri, ora, malgrado siano aumentati il numero dei dicasteri, c'è solo un ministro cristiano che occupa la Ricerca scientifica, che è un mezzo ministero", ha aggiunto.