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martedì 14 agosto 2012

Egitto..La democrazia e' servita.

Che l'attentato perpetrato da militanti jihadisti nel Sinai fosse quantomeno inatteso era ovvio per chiunque. Persino i responsabili della sicurezza al Cairo avevano liquidato i preavvertimenti israeliani in merito come pura propaganda tesa a danneggiare il turismo. In effetti se questo tipo di azioni poteva essere giustificato, ai tempi di Mubarak, con la solita accusa di tradimento della causa palestinese e collaborazione con il nemico sionista rivolta al vecchio regime, esso risultava per niente comprensibile in presenza di un presidente islamista e di un clima di normalizzazione dei rapporti con Hamas.

Nel mio commento sull'ultimo numero di Panorama avevo correttamente previsto che l'attentato avrebbe creato un'alleanza tra il neo Presidente e l'Esercito. Quello che non avevo messo in conto era che avrebbe potuto mettere in discussione le nomine ministeriali del suo primo governo a poche settimane dalla sua formazione, in particolare quella del maresciallo Tantawi quale ministro della difesa. Ora invece e' tutto piu' chiaro...l'attentato e' servito da pretesto proprio per rimuovere lui e i principali generali del Consiglio supremo delle forze armate che, per usare le parole di un noto telepredicatore salafita, ''tenevano incatenato il nostro Presidente''.

Me li vedo gia' gli intellettuali e i fighetti egiziani convinti di aver fatto una rivoluzione salutare la scomparsa dell'unico e ultimo contrappeso politico alla marcia monopolistica del potere dellaFratellanza come un "progresso democratico". Intanto uno dei giornali piu' critici nei confronti del nuovo potere e' stato confiscato con l'accusa di sedizione nei confronti del Presidente, che ora accumula il potere esecutivo e legislativo in assenza di una costituzione e di un parlamento. L'Egitto e' ormai una causa persa, e se i militari hanno deciso di mollare, non sara' certo il sottoscritto a cambiare un corso storico gia' segnato. A questo punto sarebbe donchisciottesco, e persino poco saggio, continuare ad urlare ''al lupo''.

Gli effetti, nel breve termine, saranno forse positivi: la venuta meno della duplicita' del potere non puo' che contribuire a fare un po' di chiarezza, anche sui mercati economici. Cosi i nostri fratelli del Golfo potranno comprarsi il paese, canale di suez incluso, in santa pace. Ma come sempre a preoccuparci da queste parti non e' cio' che succedera' nell'immediato ma gli effetti a lungo termine. Chi vivra', vedra'. Intanto, la democrazia e' servita. E - come si sa - la democrazia e' un piatto che va servito freddo. Prima o poi anche i rivoluzionari avranno modo di assaporarlo.