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venerdì 21 settembre 2012

A volte ritornano...

Magdi Allam emerge dall’oblio pronto ad attizzare il fuoco ogni volta che il presunto “scontro di civiltà” fra cristiani e musulmani si riaccende. Con dichiarazioni che sembrano studiate apposta per esasperare ulteriormente gli animi. E così il presidente della sedicente formazione politica “Io amo l’Italia” è comparso sul palco di un dibattito leghista a Brescia, distillando su Maometto giudizi molto simili a quelli contenuti nel film che ha contribuito a scatenare le violenze in Libia e in diversi paesi musulmani.(...) La stella del giornalista Magdi Allam, nato al Cairo nel 1952 ed educato in scuole cattoliche, comincia a brillare dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Diventa un editorialista di punta di Repubblica in un periodo in cui l’opinione pubblica scossa dalle stragi negli Usa ha fame di approfondimenti sull’Islam e sul mondo arabo. Tanto che nel 2003 il Corriere della Sera lo strappa all’eterno concorrente garantendogli una qualifica di vicedirettore ad personam e, a quanto si sa, un lautissimo stipendio. E’ l’epoca in cui il solitamente sobrio quotidiano di via Solferino ospita i violentissimi editoriali anti-islamici di Oriana Fallaci, sulla scia di best seller come “La rabbia e l’orgoglio” che la giornalista ha pubblicato con Rizzoli. E anche Magdi si “indurisce”. Al giornalista-analista si sostituisce via via il battagliero paladino della cristianità minacciata dall‘invasione musulmana, perpetrata anche attraverso l’immigrazione, altro tema bollente e sempre declinato sul fronte della “sicurezza”. (...) Il 23 marzo 2008, la consacrazione, anche mediatica. Allam decide di abbracciare in toto la religione cristiana e di farsi battezzare da Papa Benedetto XVI durante la veglia pasquale. Scelta che il giornale di cui è vicedirettore, l’un tempo laico Corriere della Sera, celebra con un titolo in prima pagina: “Conversioni, il papa battezza Magdi Allam”. (...) Magdi Cristiano Allam è ormai un personaggio. Quasi naturale, dunque, il salto in politica. Con una formazione – anche questa – ad personam, il partito “Protagonisti per l’Europa Cristiana”. Che non lascia grandi tracce di sé, ed è grazie a un accordo con l’Udc di Pier Ferdinando Casini che l’ex giornalista conquista un seggio europeo alle elezioni del 2009, dove brilla soprattutto per assenteismo. Dopo aver lasciato il gruppo del Ppe perché troppo morbido nella difesa della cristianità, siede nello stesso gruppo della Lega nord, “Europa delle libertà e della democrazia”. Ma l’agenda cambia, e il vento della crisi economica spazza via gran parte dell’interesse sullo “scontro di civiltà”. La stella di Allam si offusca: nel 2010 il paladino dell’Occidente ritiene opportuno continuare la sua battaglia come candidato del Pdl alla presidenza della Regione Basilicata, ma Berlusconi, che pure è di manica larga, preferisce evitare. L’avventura lucana si ridimensiona: Allam si candida presidente con il suo nuovo partito, “Io amo l’Italia”, che comunque prende l’8 per cento. Ma i fasti del passato restano lontani. 

(*) La foto qui pubblicata non è una vignetta umoristica: Allam si candiderà davvero nel 2013 per fare il "Presidente dell'Italia". Da indipendente. Almeno cosi dice. Vedremo.