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domenica 16 settembre 2012

Primavera araba e pragmatismo linguistico.

"Scontro all'ultimo tweet tra ambasciata statunitense al Cairo e Fratelli musulmani riguardo al contestato film su Maometto che ha provocato proteste nel mondo arabo, a partire appunto dall'Egitto. Lo scambio sarcastico di battute è iniziato con un messaggio di Ikhwanweb, pagina del gruppo islamico, che ha ritwittato un commento in inglese del numero 2 del movimento, Khairat el-Shater. "Siamo sollevati dal fatto che nessun membro dello staff dell'ambasciata Usa al Cairo sia ferito e speriamo che le relazioni tra Usa ed Egitto sosterranno la turbolenza degli eventi di martedì sera". Al tweet è seguita la risposta secca del ufficio diplomatico americano: "Grazie. Comunque, avete controllato i vostri commenti in arabo? Speriamo sappiate che leggiamo anche quelli". L'ambasciata ha fatto riferimento ad alcuni tweet considerati ambigui e rivolti a scatenare proteste contro il film".(Agenzie)

"Nel frattempo, due sindacati di polizia hanno chiesto un'interrogazione parlamentare sui fatti di venerdì e si è scoperto che il Ministro degli Interni tunisino, Ali Laaraiedh, avrebbe raccomandato agli agenti di polizia che stavano per recarsi a presidiare l'ambasciata americana di "non brutalizzare i salafiti". Se la notizia verrà confermata, tutti i partiti concordano che il ministro sarà costretto alle dimissioni. Ali Laaraiedh è un esponente del partito di maggioranza di ispirazione religiosa Ennahda, che troppe volte si è dimostrato ambiguo nel condannare le violenze degli estremisti salafiti, sempre più numerosi, che pescano ogni giorno nuovi adepti negli ambienti della malavita". (Repubblica)