"Scontro all'ultimo tweet tra ambasciata statunitense al Cairo e
Fratelli musulmani riguardo al contestato film su Maometto che ha
provocato proteste nel mondo arabo, a partire appunto dall'Egitto. Lo
scambio sarcastico di battute è iniziato con un messaggio di Ikhwanweb,
pagina del gruppo islamico, che ha ritwittato un commento in inglese del
numero 2 del movimento, Khairat el-Shater. "Siamo sollevati dal fatto
che nessun membro dello staff dell'ambasciata Usa al Cairo sia ferito e
speriamo che le relazioni tra Usa ed Egitto sosterranno la turbolenza
degli eventi di martedì sera". Al tweet è seguita la risposta secca del
ufficio diplomatico americano: "Grazie. Comunque, avete controllato i
vostri commenti in arabo? Speriamo sappiate che leggiamo anche quelli".
L'ambasciata ha fatto riferimento ad alcuni tweet considerati ambigui e
rivolti a scatenare proteste contro il film".(Agenzie)
"Nel frattempo, due sindacati di polizia hanno
chiesto un'interrogazione parlamentare sui fatti di venerdì e si è
scoperto che il Ministro degli Interni tunisino, Ali Laaraiedh, avrebbe
raccomandato agli agenti di polizia che stavano per recarsi a presidiare
l'ambasciata americana di "non brutalizzare i salafiti". Se la notizia verrà confermata, tutti i partiti concordano che il ministro sarà costretto alle dimissioni. Ali Laaraiedh è un esponente del partito di maggioranza di ispirazione
religiosa Ennahda, che troppe volte si è dimostrato ambiguo nel
condannare le violenze degli estremisti salafiti, sempre più numerosi,
che pescano ogni giorno nuovi adepti negli ambienti della malavita". (Repubblica)


