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martedì 23 ottobre 2012

Collezione "Primavera Araba"

Per le donne egiziane le battaglie sembrano non finire mai in questo dopo rivoluzione che rischia di essere sempre più deludente per il miglioramento della condizione femminile. Così anche la nuova Costituzione, presentata alla stampa la scorsa settimana, sembra essere l’ennesimo ostacolo per il raggiungimento della parità di genere. Tra gli articoli che creano più preoccupazione c’è il numero 68 (prima articolo 36) che, regolando i diritti delle donne, garantisce la parità dei sessi ponendo come limite la violazione delle “regole della sharia”. La citazione alle “regole” della legge islamica sembra un’eccezione pericolosa nel documento che invece nell’articolo 2 (riprendendo la precedente costituzione del 1971) continua a precisare che la Costituzione, al contrario, si basa sui suoi principi. “La differenza tra ‘principi’ e ‘regole’ – spiega Gianluca Parolin, professore di diritto islamico all’American university of Cairo – è che nel primo caso la legge egiziana può ispirarsi alla sharia senza vincoli precisi mentre nel secondo caso è quest’ultima che modella l’insieme di leggi del Paese”. (Il Fatto, Laura Cappon)