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giovedì 8 novembre 2012

Egitto: Boom di molestie? Vietare il porno...


Il presidente egiziano Mohammed Mursi ha riconosciuto il dilagante problema delle molestie sessuali in Egitto, ordinando al suo ministro degli Interni di aprire un'inchiesta sugli abusi compiuti durante la Festa del Sacrificio. Sono infatti ben 735 le denunce di molestie sessuali presentate alla polizia nei quattro giorni della festivita' musulmana dell'Eid al-Adha. Mursi ha sottolineato la necessita' di combattere ''tutti i fenomeni di caos morale e gli abusi, specialmente le molestie sessuali nelle strade egiziane'', ha spiegato il suo portavoce, Yasser Ali.La Festa del Sacrificio è stata celebrata con manifestazioni di piazza e folla per le strade, il che ha creato le condizioni per le molestie. Gli attivisti per i diritti umani hanno criticato il governo islamico di Mursi per non aver risposto adeguatamente all'ondata di abusi sessuali nel Paese. All'inizio di ottobre circa 200 attivisti hanno manifestato davanti al palazzo presidenziale, intonando slogan contro Mursi e i Fratelli Musulmani e chiedendo una legge contro le molestie (qui)

«Dopo la rivoluzione, gran parte della società egiziana- ed in particolare gli islamici- hanno iniziato a scagliarsi contro i diritti delle donne. Hanno cominciato a negare i diritti che le donne avevano ottenuto combattendo, e adesso cercano di cambiare la legge sul divorzio e sulla custodia dei figli, fare pressioni per la mutilazione genitale femminile e di ridurre l’età minima del matrimonio da 18 a 9 anni». Queste parole sono di Azza Kamel, attivista per la tutela dei diritti delle donne. Dopo aver combattuto al fianco degli uomini durante la rivolta che ha portato alle dimissioni del presidente Mubarck, sperava che la situazione sarebbe migliorata. A distanza di ormai un anno e mezzo da quel fatidico febbraio 2011 deve però constatare che le cose non solo non vanno meglio, ma in certi casi sono addirittura peggiorate. (qui)

In applicazione di una sentenza del Tribunale amministrativo del 2009 il procuratore generale egiziano Abdel Meguid Mahmoud ha ordinato oggi la chiusura dei siti web pornografici nel Paese. È quanto ha riferito una fonte giudiziaria, secondo la quale il procuratore ha inviato una notifica ufficiale della decisione al ministero dell'Interno perché vari le misure necessarie. Sempre in giornata decine di salafiti e di donne in niqab (il velo islamico integrale) hanno manifestato davanti alla sede della Procura, chiedendo che i siti pornografici vengano oscurati. "Morsi, perché resti in silenzio, l'Egitto è uno stato islamico non pornografico", hanno scandito i manifestanti rivolgendosi al presidente egiziano. Che è esponente di punta del partito dei Fratelli musulmani. (qui)