Con la rivoluzione del 2011 sono
cambiati i tempi anche per l'archeologia italiana in Egitto. A
parlarne sono stati due rappresentanti delle diverse missioni
nel Paese, alla tavola rotonda organizzata dal Ministero degli
Esteri nell'ambito della Borsa Mediterranea del Turismo
archeologico di Paestum.
Con il Consiglio Supremo delle Antichita' e' stato sempre
mantenuto un rapporto di ''buon vicinato'', ha detto Irene
Bragantini dell'Universita' Orientale di Napoli, responsabile di
una missione nel deserto orientale, ma ''dal nuovo governo
percepiamo una nuova ostilità''. Che si aggiunge, ha osservato,
a quella dei salafiti, manifestata di recente dall'imam Murgan
Salem al-Gohary che, in un programma tv, ha proposto la
distruzione delle Piramidi di Giza e dalla Sfinge perché simbolo
di idolatria. ''Non si tratta solo di una provocazione'', ha
avvertito Irene Bragantini, lamentando anche una scarsa
attenzione al tema del patrimonio culturale da parte del
presidente Mohammed Morsi. Per fortuna, e' stato rilevato,
contro queste tendenze sono mobilitati i ceti piu' acculturati
del Paese e anche la satira dell'opposizione.
Problemi anche nel Fayyum dove il primo problema dopo la
rivoluzione, ha sottolineato Emanuele Papi dell'universita' di
Siena, e' divenuto la mancanza di sicurezza anche personale, per
un venir meno della presenza della polizia. Per questo vi sono
stati anche episodi di danneggiamento gratuito del patrimonio archeologico
- ha aggiunto -, che non si sono piu' verificati solo dopo che
da parte italiana si e' preso contatto con un rappresentante
locale dei Fratelli Musulmani. Episodi che tuttavia non faranno venir meno l'impegno italiano per la valorizzazione e la
tutela del patrimonio archeologico in Egitto e negli altri Paesi
del Sud del Mediterraneo. "L'impegno del Governo per le Missioni
Archeologiche resterà forte" - ha assicurato Maurizio Melani
Direttore Generale della DG per la Promozione del Sistema Paese
dal MAE - "auspichiamo di intervenire presto anche sui limiti
legislativi ormai obsoleti per migliorare le modalità di
gestione delle vostre attività". (ANSAmed).
PS: la vignetta è di uno dei più noti caricaturisti egiziani. E recita: "Capitano...si accerti che stiamo atterrando in Egitto. Non sembra affatto l'Egitto. Sembra l'Afghanistan"


