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lunedì 19 novembre 2012

Egitto. Clima peggiore dopo la rivoluzione.

Con la rivoluzione del 2011 sono cambiati i tempi anche per l'archeologia italiana in Egitto. A parlarne sono stati due rappresentanti delle diverse missioni nel Paese, alla tavola rotonda organizzata dal Ministero degli Esteri nell'ambito della Borsa Mediterranea del Turismo archeologico di Paestum. Con il Consiglio Supremo delle Antichita' e' stato sempre mantenuto un rapporto di ''buon vicinato'', ha detto Irene Bragantini dell'Universita' Orientale di Napoli, responsabile di una missione nel deserto orientale, ma ''dal nuovo governo percepiamo una nuova ostilità''. Che si aggiunge, ha osservato, a quella dei salafiti, manifestata di recente dall'imam Murgan Salem al-Gohary che, in un programma tv, ha proposto la distruzione delle Piramidi di Giza e dalla Sfinge perché simbolo di idolatria. ''Non si tratta solo di una provocazione'', ha avvertito Irene Bragantini, lamentando anche una scarsa attenzione al tema del patrimonio culturale da parte del presidente Mohammed Morsi. Per fortuna, e' stato rilevato, contro queste tendenze sono mobilitati i ceti piu' acculturati del Paese e anche la satira dell'opposizione. Problemi anche nel Fayyum dove il primo problema dopo la rivoluzione, ha sottolineato Emanuele Papi dell'universita' di Siena, e' divenuto la mancanza di sicurezza anche personale, per un venir meno della presenza della polizia. Per questo vi sono stati anche episodi di danneggiamento gratuito del patrimonio archeologico - ha aggiunto -, che non si sono piu' verificati solo dopo che da parte italiana si e' preso contatto con un rappresentante locale dei Fratelli Musulmani. Episodi che tuttavia non faranno venir meno l'impegno italiano per la valorizzazione e la tutela del patrimonio archeologico in Egitto e negli altri Paesi del Sud del Mediterraneo. "L'impegno del Governo per le Missioni Archeologiche resterà forte" - ha assicurato Maurizio Melani Direttore Generale della DG per la Promozione del Sistema Paese dal MAE - "auspichiamo di intervenire presto anche sui limiti legislativi ormai obsoleti per migliorare le modalità di gestione delle vostre attività". (ANSAmed).

PS: la vignetta è di uno dei più noti caricaturisti egiziani. E recita: "Capitano...si accerti che stiamo atterrando in Egitto. Non sembra affatto l'Egitto. Sembra l'Afghanistan"