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lunedì 10 dicembre 2012

Comprereste un'auto usata da quest'uomo?

Tempo fa avevo promesso che questo blog sarebbe tornato ad occuparsi di un personaggio che ci ha regalato non pochi momenti di ilarità negli ultimi anni: Magdi Exmusulmano Allam. Conoscendo il tipo, avevo promesso che ne avrei parlato non appena si sarebbe accennato alle prossime elezioni politiche. E tanto per non smentirsi, non appena l'odore della corsa alle poltrone si è sparso, Allam è resuscitato: è sua intenzione infatti di candidarsi a nientepopodimeno che Presidente dell'Italia e - visto che ogni lasciata è persa - anche a Sindaco di Roma.

Dopo aver  inutilmente "amato" la Basilicata (con la speranza di essere eletto presidente della regione), Milano (con la speranza di diventare assessore all'...integrazione), Allam torna quindi alla vecchia e buona poligamia islamica che  gli fa amare serialmente - come ha scritto Vittorio Zucconi su Repubblica - "chiunque gli dia uno straccio di cadreghino". Per carità, ognuno ha il diritto di provarci, e non saremo certo noi a impedire a chi si vanta di essere riuscito nella propria vita a "perseguire "diverse “sane follie”: ero egiziano e sono diventato italiano, ero musulmano e sono diventato cristiano, ero giornalista e sono diventato politico" di provare a cavalcare l'onda dell'antipolitica e della crisi con l'ennesima trasformazione ad hoc.

Dell'Allam "egiziano, musulmano e giornalista" abbiamo scritto e detto molto in passato, e siamo stati da lui ricambiati con l'inclusione nella lista di proscrizione che appare nel libro che ha dato il nome al suo partito (Io Amo l'Italia). Lista dove ha elencato diversi accademici e giornalisti indignati dal suo modo di trattare le questioni relative all'immigrazione e al mondo islamico, da cui si deduce che sono in buona compagnia. Credo quindi sia mio dovere aggiungere qualche considerazione sull'Allam aspirante politico. In effetti, essendo il nostro riuscito - dopo la conversione più che al cristianesimo al fanatismo cristiano e l'abbandono del Corriere - a riciclarsi come europarlamentare (grazie ai voti dell'UDC), qualcosa sull'Allam politico riusciamo a dirla.

Innanzitutto ricordiamo che Allam è un maestro nell'inventarsi contenitori vuoti almeno quanto i suoi articoli e i suoi discorsi: dopo aver lanciato la formazione politica "Protagonisti dell'Europa Cristiana", ha lanciato "Io amo l'Italia" e una caterva di associazioni - inesistenti, secondo la denuncia del Fatto Quotidiano - che traggono i nomi dai suoi libri (Salviamo i cristiani, Vincere la paura, Viva Israele etc). Associazioni che il Giornale di Berlusconi, sfidando ogni senso del ridicolo, menziona fra "le sigle, soggetti e associazioni" che non vedono l'ora di aderire ai principi allameschi: "E a giudicare dalla partecipazione e dal clima di ieri, non sono pochi i cittadini che potrebbero riconoscersi nella «sana follia» di Allam. Cittadini delusi od organizzati in una serie di sigle, soggetti e associazioni. «Vincere la paura», «Una via per Oriana», «Rete dei patrioti», «Salviamo i cristiani». Queste alcune delle sigle presenti ieri a Milano".
 
L'incompetenza è tale che alcune di queste associazioni annunciano di essere raggiungibili su siti internet i cui domini sono stati registrati da altri utenti della rete, e per finalità totalmente diverse, mesi fa. La cosa non mi meraviglia: ricordiamo che Allam è risultato uno degli eurodeputati più assenteisti di tutta Europa. Il che ha fatto gridare d'indignazione persino il quotidiano Libero (pensate un po'). Per giustificarsi, il nostro ha pensato bene di ribattere dicendo che l'europarlamento è inutile, aggiungendo - alla domanda sul perché continua a percepire il più che lauto stipendio - che "è il mestiere che mi permette di mangiare". Della serie: oltre il danno, la beffa.

La cosa divertente però è che persino quando va a quel paese - voglio dire in Belgio, a Bruxelles, sede dell'europarlamento - riesce a combinare guai. Basti pensare che è stato capace, con "Un tragico ed infelice errore" (parole sue), a premere il tasto sbagliato e a votare contro gli aiuti ai terremotati dell'Emilia. Ed è qui che si pone la domanda: affidereste - non dico un paese - ma una qualsiasi responsabilità politica a quest'uomo?